L'elemento di maggiore novità, nella costituzione delle nostre classi, è senza dubbio, da qualche anno a questa parte, l'iscrizione di alunni extracomunitari. L'ammissione di questi bambini completa l'arco delle “diversità” scolarizzabili ed introduce variabili che, nell'andamento delle comunità infantili, ci erano perfettamente sconosciute almeno fino a dieci, quindici anni fa.
Si tratta di diversità etniche, linguistiche, religiose di cui è portatore ogni soggetto non italiano e dunque diversità che, in una determinata classe, possono ripetersi tre, quattro, cinque volte in ragione della provenienza dei singoli alunni che vi si incontrano.
In una classe, insomma, sarebbe facile integrare un sudamericano, indipendentemente dal colore della sua pelle (che pure potrebbe cambiare, dal bianco al nero all'olivastro). E' più problematico integrare, nella stessa classe, insieme al piccolo sudamericano, anche un magrebino, anche un cinese, anche un balcanico, come sempre più spesso capita.
Le modalità di integrazione - dicevamo - si complicano in forza della lingua, della religione, della civiltà di provenienza che ciascuno dei soggetti, frequentanti una stessa classe, vive e rappresenta.
Una volta la gente di scuola aveva riguardo per immigrati meridionali e - perché no? - settentrionali rispetto ai residenti nostrani; la stessa gente, d’altronde, aveva sempre scrupolosamente considerato gli handicappati, tenendo conto dei loro limiti, magari dopo averli diligentemente distinti in fisici, psichici o psicofisici.
Differenza per differenza, su questa complessità dobbiamo aggiungere oggi il condizionamento proprio degli extracomunitari che, in parecchi casi, aggiungono - al disagio generale ed alle difficoltà di ambientamento - non infrequenti handicap psicofisici.
Oltre alla distribuzione degli alunni nelle varie classi, dove quindi si formano blocchi imprevisti ed imprevedibili, bisogna poi tener conto di un'altra circostanza: non è che gli extracomunitari arrivino tutti insieme, all'inizio dell'anno scolastico. Arrivano quando possono e come possono, riproponendo in ogni periodo ed in ogni stagione il fatto dell'ambientamento e delle difficoltà tipiche di chi comincia mentre gli altri alunni, regolarmente iscritti e frequentanti, stanno già avanti.
Per venire al concreto, le nostre scuole materne, su un totale di 451 alunni, iscrivono 46 extracomunitari mentre le elementari, su un totale di 675 alunni, ne iscrivono 58.
Sembrerebbero percentuali compatibili con un assetto integrato e con una didattica differenziata ma agevolmente praticabile. Però, appena si consideri che a “Salvadori”, su 104 iscritti e frequentanti totali, gli extracomunitari sono 39 e che a San Marco, su un totale di 76 alunni iscritti e frequentanti gli extracomunitari sono 28, ci si rende subito conto che ci troviamo di fronte a realtà scolastiche molto caratterizzate ed impegnative.
La densità del fenomeno, dunque, pone questioni che nella situazione generale potrebbero apparire semplificate finché non si verifica una concentrazione drammatica come la nostra: pare ovvio che, in termini di servizi e di assistenza, ci si attenda di più - come risorse umane e finanziarie - di quel che lo Stato e il Comune fanno in casi simili.
Il discorso però non sarebbe completo se non dicessimo che la presenza di tanti extracomunitari, nelle nostre scuole sul mare, arricchisce di valori inusuali il patrimonio culturale e sociale dei nostri alunni, invitati a percorrere itinerari che in altri comparti non sono nemmeno pensabili.
Il costo è quello di una scuola poco strutturata e non sempre sistematica che, fermo restando il suo potere di istruzione e di formazione, comincia ad alimentare qualche sospetto e più di una diffidenza nelle famiglie degli alunni “nostrani”.
Intanto adulti e bambini si godono un universo di popoli e di storie diverse. Il censimento cui alludiamo si compone, nel caso delle nostre scuole, di 26 albanesi, 19 marocchini, 10 pakistani, 7 ivoriani, 5 rumeni, 4 indiani, 4 kosovari, 3 nigeriani, 2 tunisini, 2 cinesi, 2 slavi, 2 equadoregni, 1 argentino, 1 ucraino, 1 spagnolo, 1 columbiano, 1 belga, 1 polacco…






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