Un pasto caldo, una doccia, qualche indumento per tutti
Molti si sono integrati e hanno un lavoro, ma ci sono anche numerosi immigrati extracomunitari, a volte senza permesso di soggiorno, che non hanno nemmeno la possibilità di procurarsi un pasto caldo o vestiti decenti per cambiarsi. Sul territorio Fermano, con sede a Fermo, agisce da ben 16 anni l’Associazione di Volontariato “Il Ponte” che viene incontro a queste esigenze.
“Grazie ai contributi delle parrocchie e di tanti cittadini della comunità fermana – ci dice il presidente Renato Postacchini – e con la disponibilità di circa 100 volontari, riusciamo ad offrire una prima accoglienza a tutti coloro che ne hanno bisogno. Distribuiamo oltre 8.000 pasti caldi all’anno (25/30 al giorno), la possibilità di una doccia calda e di avere indumenti puliti e decorosi. Non si tratta però solo di immigrati anche se sono la stragrande maggioranza; un buon 20% di coloro che si rivolgono a noi sono concittadini in stato di indigenza.”
Cosa è cambiato in questi 16 anni? “Debbo dire con soddisfazione che siamo cresciuti in operatività, qualità e interventi tanto che il neo presidente della Caritas diocesana, don Vinicio Albanesi, ha trasferito la sede operativa dell’Associazione nel nostro punto di accoglienza di Fermo. Un struttura che opera in tutti i centri della vastissima diocesi di Fermo, con la quale lavoriamo in piena sinergia anche realizzando inziative di formazione, dando risposte concrete in termini, ad esempio, di ricerca lavoro mettendo in collagamento chi lo cerca con chi lo richiede. Insomma chiunque, immigrati, cittadini fermani o del territorio, si trovi nella necessità di chiedere accoglienza, solidarietà, cibo, vestiario e competenza per superare i momenti difficili, può rivolgersi a noi de Il Ponte e Caritas (0734.622083 oppure 0734.609104 per centro di ascolto. “.
Sempre in collaborazione con la Caritas opera anche l’Associazione di volontariato “Il buon Samaritano” di Civitanova Marche che fornisce servizi di centro di ascolto, distribuzione vestiario, docce e, per le famiglie in difficoltà, anche distribuzione di viveri. “Le persone che si rivolgono a noi – ci dice il presidente Tonino Petrelli – stanno crescendo in maniera esponenziale. Circa il 90% sono immigrati e il restante connazionali ma la percentuale si ribalta per quanto riguarda gli aiuti alle famiglie: ci sono sempre più nuclei familiari di Civitanova e del circondario che, pur avendo un lavoro, non riescono ad arrivare alla fine del mese.”
Riuscite ad aiutare tutti? “Purtroppo il dramma è la carenza di sovvenzioni da parte delle Istitutuzioni, anche loro alle prese con ristrettezze di bilancio. In alcuni casi dirottiamo sulle Parrocchie che contribuiscono pagando magari una bolletta o venendo incontro in qualche modo".






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