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La crescita economica ed il lavoro per i giovani!
Silvano Rucci
(05/08/2012 23:06)
Le tasse devono pagarle tutti i cittadini, residenti in Italia, indistintamente ed in misura uguale, in quanto sudditi di uno Stato sovrano! Qualsiasi emergenza non va scaricata sui propri sudditi. Essi non devono risolvere le crisi finanziarie, perché hanno già dato!
Sono i governanti che devono provvedere, accantonando fondi nei periodi di vacche grasse. Si devono spalmare le spese nel tempo con le proprie provviste statali !
Alle Aziende e ad ogni attività economica le tasse vanno ridotte al minimo, ma applicate in misura crescente e proporzionalmente alla ricchezza prodotta, monitorata dagli studi di settore.
Gli investimenti esteri in Italia aumenterebbero per la più adeguata e giusta fiscalità !
Il nostro Paese è debole perché è stato per lunghi periodi condannato ad accollarsi tutte le perdite, mentre gli utili sono fuggiti all’estero. In Cina, Paese più autoritario, questo non è accaduto per cui oggi si può permettere di finanziare il resto del mondo!
L’Italia è sana in quanto ha somme depositate presso le banche da parte di molti risparmiatori virtuosi e previdenti, non portati al consumismo.
La crisi finanziaria ha colpito il debito dello Stato, ora costretto a pagare interessi elevati per non avere mai accumulato fondi e riserve. Se l’Italia avesse avuto dei fondi oggi questi avrebbero garantito: evidentemente prevedere è meglio che curare.
A differenza di altri Paesi ove i cittadini, poco virtuosi, sono dediti alla spesa, al consumismo attraverso il credito, tipo gli Stati Uniti o l’Inghilterra, all’Italia serve soltanto ridurre il proprio debito !
Negli Stati ove facilmente si emette moneta l’inflazione è galoppante. In Italia abbiamo invece la recessione: manca una sana politica economica volta a creare lavoro per inserirvi le forze giovani che languono per la noia.
Non è noia per monotonia da posto fisso. E’ noia perché non si fa nulla!
La crescita economica si innesca facilitando l’attività imprenditoriale
con ogni mezzo, primo fra tutti diminuendo costi alle Aziende, lasciando soltanto tasse giuste e possibili. Non si può lavorare gratuitamente, come avviene ora, sei o sette mesi a favore dello Stato!