Davide contro Golia. Chi è Davide? La grande distribuzione, le multinazionali, la produzione di massa a basso costo. Chi è Golia? Il piccolo imprenditore che, nella sua bottega o nella fabbrica che è riuscito a mettere su, produce ancora in modo artigianale. Il sopravvento di Golia su Davide sembra scontato, con la crisi a frenare gli acquisti, la concorrenza straniera, la tentazione di portare all'estero la produzione, risparmiando sugli stipendi dei lavoratori. Ma c'è un confine che è difficile oltrepassare: quello della qualità . Prendiamo il settore calzaturiero. Non si può pretendere che una scarpa fatto a mano con materie prime di qualità , un oggetto unico, possa essere economicamente competitiva con una prodotta da qualche azienda della grande distribuzione.
Il distretto fermano è il più importante di tutta Europa. Da qui partono calzature destinate ad ogni angolo del mondo. Eppure molti imprenditori sono in difficoltà . E non solo a causa della crisi. E' soprattutto la concorrenza a far soffrire le imprese locali.
Ecco allora che diventa necessario tutelare il Made in Italy e sostenere quelle ditte che realizzano i loro prodotti interamente in Italia. A Fermo l'Istituto per la tutela dei produttori propone una certificazione "Made in Italy", ma non basta più. Perché, con il tempo, si è andato perdendo il vero significato di questa dicitura. Che significa veramente Made in Italy? Chi può attribuire questo titolo? Chi può riceverlo?
Di tutto questo si è parlato ieri durante la presentazione del questionario sul Made in Italy. Promossa da Promindustria Spa e sostenuta dalla Provincia, l'iniziativa "Il valore del Made in Italy" prevede una serie di iniziative per fare il punto sulla questione. Si partirà appunto con un questionario che può essere scaricato dal sito www.madeinitaly.org. 32 domande, rivolte a imprenditori e consumatori, per cercare di capire cosa significhi oggi Made in Italy. Una volta raccolti, i dati saranno elaborati e presentati ad ottobre durante un convegno.
"Le fabbriche del Distretto - ha detto il vice presidente dell'Istituto per la tutela dei produttori, Pasquale De Angelis, durante la conferenza stampa - discendono dalle botteghe del '500. Per attuare un nuovo Rinascimento è necessario tutelare chi produce tutto in Italia. In questo modo cresceranno l'occupazione e lo sviluppo del Distretto".
Sulla stessa lunghezza d'onda l'assessore provinciale al Lavoro e alla Formazione professionale, Renato Vallesi, che ha sottolineato l'imprescindibilità del settore manifatturiero nella zona e auspicato una semplificazione burocratica nelle pratiche amministrative, "solo così - ha spiegato - potremo essere davvero competitivi".
L'iniziativa, a cui sono stati chiamati a partecipare anche la Camera di Commercio e le associazioni di piccole e medie imprese, è rivolta in particolar modo alla tutela del settore calzaturiero, ma riguarda anche i prodotti per la casa e per la persona.
Nella foto Renato Vallesi e Pasquale De Angelis






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Martedì, 14 Maggio 2013 11:29:56
Alessia Pieroni Mazzante