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  Lunedì, 18 Giugno 2012

Fermana, quo vadis?

FERMO - Se lo chiede l'ex assessore allo Sport Luciano Romanella

 

Luciano Romanella



Gli ultimi anni per il calcio italiano sono stati davvero pessimi. Se escludiamo una vittoria al Mondiale di Germania 2006, tutta anima e cuore assieme una buona dose di fortuna, sia il nostro livello tecnico individuale che quello dei nostri club è in evidente calo. Gli scandali del calcio scommesse, dei passaporti falsi, la situazione finanziaria dei club professionisti e dilettanti essenzialmente precaria, impongono a noi stessi un ripensamento della struttura del calcio italiano. Di certo non uno stop di 2/3 anni, secondo quanto il Presidente del Consiglio Mario Monti paventava, ma sicuramente una drastica ristrutturazione, al momento non all'orizzonte.
Localmente, con le debite proporzioni, stiamo assistendo ormai da anni, all'ascesa di sempre maggiori difficoltà, sia per le squadre di Lega Pro I e II divisione sia per i club dilettanti. La nostra Fermana Calcio, negli ultimi anni impantanata nelle serie inferiori, sta pagando dazio a causa delle mancanza di una progetto unitario ed a lungo termine, il che, unito all'assenza di una forte radicamento sul territorio, ha condotto all'attuale situazione di stallo.
Se da un lato la delocalizzazione industriale e la crisi economica hanno ridotto le risorse disponibili sul territorio, dall'altro negli ultimi dieci anni gli investimenti della Fermana in un Settore Giovanile dinamico e di qualità sono andati scemando, sino ad essere praticamente inesistenti. I tempi in cui i canarini gareggiavano ai campionati nazionali e regionali giovanissimi ed allievi, al campionato Berretti ed ai campionati Primavera con ottimi risultati, ma soprattutto in cui si forgiavano e scovavano ragazzi di qualità, sono ormai svaniti. E di certo non a causa della mancanza di talenti, in quanto se analizziamo e stiliamo una tabella dei ragazzi della Provincia di Fermo e delle zone limitrofe (comprendendo i territori delle province di Macerata e di Aascoli Piceno confinanti) che giocano regolarmente dall’Eccellenza in poi, la lista non è di certo sguarnita o bianca. Anzi, scopriremmo che il vuoto lasciato dalla Fermana calcio ha costretto questi ultimi ad infinite migrazioni fuori provincia e fuori regione, con gli inconvenienti logistici che ne conseguono.
Quanto sarebbe stato il risparmio in euro ed il relativo ammortamento se parte di questi giocatori fossero stati scoperti ed impiegati nella Fermana calcio? Sarebbero necessari imprenditori non radicati sul territorio o aventi un interesse relativo per la Fermana Calcio? In tutto ciò quanto ha inciso non avere una dirigenza ed uno staff tecnico separati dagli investitori e dagli sponsor? Non sarebbe il caso di adottare una struttura societaria simile? Quanto una dirigenza proveniente da fuori è interessata a mantenere ottimi rapporti con le società locali intrattenendo una rapporto costruttivo ed alla pari? Non sarebbe il caso che il nucleo centrale della dirigenza sia locale, giovane e dinamico?
Finché perdurerà ogni fine stagione questo "toto società" e le questioni summenzionate non otterranno risposta, ogni finale di stagione sarà una scommessa. Finora persa.






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E' vero che era un ombrello????
la noia piu assoluta

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