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  Lunedì, 12 Marzo 2012

Marzo 2012

- Storie di ordinaria amministrazione
Loredana Tomassini



Certo che in giro ce ne sono di scherzerelloni. Tutta gente che, così, tanto per ammazzare la noia, si inventa qualche cosa di eccitante: che facciamo stasera? Idea: perché non diamo fuoco a qualcosa? E giù risate. Deve essere questo il motivo per cui, da un po' di tempo, si organizzano falò in giro per il territorio. Del resto, anche Nero Giardini ce l'aveva detto: tra i Fermani c'è qualche mattacchione che mi ha bruciato il cinema. Poi, i mattacchioni si saranno detti: perché non movimentare un po' la costa? E via con gli Chalet: vuoi mettere, un bel falò in riva al mare? E' più romantico. Veramente hanno cominciato anni fa: prima andò a fuoco il Coco Loco, più recentemente è toccato al Delfino Verde e all'Ondina, e adesso al Grillo. Mentre i malcapitati proprietari piangono sulle ceneri, tutti quegli altri stanno a chiappe strette e fanno gli scongiuri.

La prima domanda ovviamente è: chi ce l'ha con voi? Risposta unanime: nessuno! Seconda domanda: non è che vi hanno chiesto gentilmente il pizzo e voi cattivoni vi siete rifiutati? Occhioni innocenti: macché! Pare quel gioco dello "schiaffo del soldato": uno ti dà una sberla mentre sei girato e tu devi indovinare chi è stato. Oh, non ci azzecchi mai. Solo che questa volta a dare il ceffone deve essere stato davvero qualche brutto ceffo (il calembour è voluto), ma tutti negano. Se nessuno si sbilancia cosa si deve pensare? Alla combustione spontanea di taniche di benzina semoventi che puta caso nidificano proprio negli chalet? Di fronte a tanta granitica negazione di essere nelle grinfie del racket, anche le Forze dell'Ordine alzano le mani: che possiamo fare se nessuno parla? Da una parte, se fosse vera l'ipotesi mafiosa, gli esercenti balneari hanno tutta la nostra umana comprensione: la fifa fa novanta. Dall'altra, se tutti negano, non c'è modo di stroncare l'andazzo criminoso. Anche se le Forze dell'Ordine qualche pista l'annusano: di malavitosi, qui in zona, ce ne sono parecchi e li si conosce per nome e patronimico, anagrafico e camorristico. Non a caso, due anni fa, pezzi da novanta della 'ndrangheta e della camorra sono stati arrestati dai Nostri: il boss dei Casalesi Raffaele Nappo, Damiano Cosimo Marrone, Angelo Salsano, Agostino Agricola. Tutti angioletti che stavano qui per il clima salubre? E tutti quegli altri che proprio nel Fermano sono stati mandati in soggiorno obbligatorio? Mica penserete che passino il tempo a prendere il sole sulle panchine e a giocare a carte come i pensionati... Però, niente: bocche cucite. E così alle Forze dell'Ordine cosa rimane da fare? Indagare, certo, ma la stessa Prefetta ha detto sconsolata che senza un aiutino, una soffiatella, un fiatarello, insomma, loro hanno le mani legate.

Per fortuna che c'è la Cassazione penale ad aiutarli a perseguire qualcuno: ad esempio, quelli che trasgrediscono alle buone maniere e compiono "atti contrari alla pubblica decenza". Guerra alla prostituzione e ai magnaccia criminali che ci guadagnano sopra? Per carità, anche quello. Ma adesso chi avrà vita davvero dura saranno i maschietti colti a fare pipì contro i muri, anche in penombra, anche se stanno attenti a non far vedere il... "coso", col rischio di pisciarsi sul cavallo dei pantaloni. E' vero, eh?, non sto mica scherzando: basta, dice la legge appena varata (come se non ce ne fossero altre di più urgenti), "la possibilità della percezione dell'atto". E sei fregato, caro il mio sporcaccione incontinente: si rischia una condanna con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 10 a 206 euro. L'entità della pena dipenderà dalla... misura? Speriamo che arrivi presto anche la legge antisputacchi. E nel frattempo: alé coi falò.






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