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  Mercoledì, 05 Aprile 2006

L’arte di Venezia che arricchì il Fermano

- Parte il 24 marzo a Fermo e Sant’Elpidio a Mare la grande mostra
Carmela Marani



Proprio mentre Corriere News esce in edicola, venerdì 24 marzo si inaugura a Fermo (Palazzo dei Priori) e Sant’Elpidio a Mare (Pinacoteca Vittore Crivelli) la mostra-evento della primavera estate “L’Aquila e il leone”, che rimarrà allestita sino al 17 settembre.
L’aquila, simbolo araldico di Fermo, ed il leone alato di Venezia insieme per un sodalizio artistico che attraversa i secoli. Negli ambienti artistici e museali di tutt’Italia c’è grande attesa per questa iniziativa espositiva che proporrà oltre 50 dipinti tra 1300 e 1600 ma anche sculture, complessi lapidei, lettere dogali, documenti, carte nautiche che attestano gli stretti rapporti artistici, commerciali e politici tra Fermo e Venezia. E’ stata in preparazione ben due anni da parte di un comitato scientifico composto da alcuni tra i massimi studiosi degli aspetti della cultura marchigiana e veneta, presieduto dal fermano Stefano Papetti con la presidenza onoraria di Pietro Zampetti. Sarà possibile vedere o rivedere dipinti di Jacobello del Fiore, di Carlo e Vittore Crivelli, di Lorenzo Lotto fino ad arrivare ai pittori veneti del ‘600 quali Palma il giovane.
Proprio al critico e storico dell’arte Papetti abbiamo chiesto di illustrarci le eccellenze di questa straordinaria esposizione:
“Arrivati al momento conclusivo della preparazione e quindi all’inaugurazione di questa mostra - ci dice - siamo in grado di valutare appieno l’importanza dell’iniziativa. Vedendo riunite e disposte negli ambienti le tavole che sono arrivate, abbiamo una cognizione maggiore della rilevanza dell’operazione perché vedere vicini questi dipinti consente di fare dei confronti che anche attraverso le migliori fotografie sarebbe impossibile fare. Si tratta quindi, indubbiamente, di un’importante manifestazione dal punto di vista del turismo culturale, ma anche un’occasione per gli studiosi di vedere fianco a fianco le opere di questi artisti veneziani che hanno lavorato nelle Marche, poterle confrontare tra loro. A mio parere ci saranno anche dei ripensamenti riguardo alcune opinioni che sono state espresse su questi dipinti. Circa certi legami con alcuni maestri, la datazione di alcune opere…”
E’ la prima volta quindi che si possono ammirare insieme?
“Certamente, ed è anche la prima volta che alcune di queste opere rientrano a Fermo.”
Qualche esempio eccellente?
“La grande tela di Lorenzo Lotto della Chiesa di Sant’Agostino, bellissima in fotografia ma davvero straordinaria dal vero, rientra a Fermo dopo quasi 200 anni da una collezione privata di Roma. La Crocefissione di Jacobello del Fiore ritorna anch’essa in occasione di questa mostra dopo quasi 150 anni e viene a ritrovarsi con le sue compagne, le Storie di Santa Lucia. L’altra grande opportunità sarà quella di vedere vicine tre opere di Carlo Crivelli dipinte in un arco di tempo molto ristretto, ovvero il polittico di Massa Fermana, i resti del Polittico della chiesa di Santa Croce di Macerata e il polittico di Montefiore dell’Aso. Vederli fianco a fianco si ha anche la possibilità di effettuare verifiche sullo stile di Carlo Crivelli che finore non era stato possibile effettuare.”
Quante opere in totale si potranno ammirare?
“A Fermo, nelle sale di rappresentanza del Palazzo dei Priori tra dipinti, sculture e oreficerie sono 48 le opere in mostra. A Sant’Elpidio A Mare verranno esposte una serie di tavole di Vittore Crivelli, due delle quali inedite mai viste prima, mai studiate, provenienti da collezioni private e ancora di Vittore Crivelli rientrano anche due tavolette dall’Olanda che provengono da un polittico che era a Penna San Giovanni dipinto nel 1501. Anche a S.Elpidio a Mare, quindi dove già ci sono tre opere splendide di Vittore Crivelli, c’è la possibilità di confrontare tutte queste altre tavole e si potrà comprendere meglio la qualità dell’artista che forse è stato considerato, a torto, minore del fratello Carlo e che va rivalutato. Tanto più che da Zagabria è arrivata l’unica opera che si conosca dipinta da Vittore Crivelli prima di venire nelle Marche. C’è modo di vedere anche quindi quanto il suo stile sia stato influenzato dal fatto di essere venuto a lavorare qui.”
Che ci dice dell’allestimento?
“Tende a suggerire un’ambientazione veneziana. Le opere sono tutte appoggiate su dei pontili in legno che richiamano le passerelle delle calli. Sulla facciata del Palazzo dei Priori poi c’è un segnale di forte di richiamo della mostra, molto visibile, anzi…impossibile da non notare. E’ molto grande, un richiamo forte al trasporto per mare delle opere. Ma non voglio anticipare di più per non togliere la sorpresa al visitatore…”






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