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  Mercoledì, 05 Aprile 2006

Anche la cultura ha bisogno di fare rete

- Il patrimonio e la vivacità culturale sono una vera risorsa del territorio

C’è carenza di risorse, e la gente chiede proposte ampie. Solo così ci si promuove

Giovanni Martinelli



Anche l’arte è un’occasione per scoprirsi. Prendiamo a spunto la grande Mostra sull’arte veneta nel Fermano, per riflettere sulla ricchezza artistica di questa terra e per vedere sia come è valorizzata sia come può essere utile alla promozione del territorio.
E’ sempre di più parlare intorno al turismo culturale. Del resto ci siamo sempre detti come questa zona può dare valore aggiunto al richiamo turistico proprio attraverso il suo appeal naturistico e artistico. Basta mettere in rete l’enorme patrimonio che abbiamo, e far capire anche a livello locale quale valore aggiunto potrebbe dare in termini di valorizzazione di se stesso e di ritorno economico.
In questo numero ci permettiamo di vedere anche qual è la proposta culturale oggi, scoprendo proprio nelle piccole località cosa si sta muovendo nel nome di grandi artisti locali, andando nelle scuole dove l’arte è sui banchi, infine parlando con alcuni artisti che hanno scelto di restare nella loro terra anche a costo di grandi difficoltà.
Il panorama che ne esce è stimolante, ma va fatto di più. La mostra di cui si diceva, fra Fermo e Sant’Elpidio porterà molta gente ma dovremo saper offrire a chi viene “da fuori” una proposta più ampia. In questa direzione vanno la sottolineatura del Sindaco di Venezia Cacciari, testimonial non di poco conto di questa iniziativa culturale, e lo sforzo del Fai di far conoscere le piccole località del Fermano.
Riunitisi a Roma, gli assessori alla cultura e al turismo dei Comuni italiani hanno discusso principalmente di due necessità. Che sono la necessità di avere risorse in tempi di magra e di fare rete. E se le grandi risorse non riescono a mettere in rete l’immenso patrimonio artistico e culturale, è invece vero che se si mette in rete lo sforzo culturale sarà più facile attrarre intervento e rendere la cultura funzionale al richiamo turistico e, quindi, al business.
Da non si fa fatica a capirlo. Oltretutto basterebbe fare rete di quello che si ha e degli stessi strumenti che vengono utilizzati a livello individuale. Il pubblico ha percezione di ciò che è bello, e lo cerca. Basta saperglielo offrire e affiancargli un richiamo aggiunto, che è quello del luogo e delle sue tipicità.
Il gran parlare che si fa sulla necessità di promuovere il territorio attraverso i suoi diversi patrimoni e, in particolare, offrendo quanto di tipico possiede, deve soltanto essere messo a regime. Un serio programma di valorizzazione del territorio attraverso la cultura è possibile, ma bisogna mettere insieme risorse e strategie. L’epoca del “fai da te” è finita perché sono finite le risorse, ma anche perché nell’epoca della grande comunicazione e della globalizzazione è out chi non riesce a mettersi in rete. Vediamo di farcela.






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