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  Lunedì, 12 Dicembre 2011

Il collegamento tra produzioni e territorio

- Marche Film Commission: difficoltà economiche, resistenze locali e voglia di valorizzare la regione

 

Francesca Pasquali



Stando seduti davanti ad uno schermo, che sia di un cinema o della tv di casa, ci può capitare di riconoscere uno scorcio, un paesaggio o una piazza familiari: scopriamo così che il film che stiamo guardando è stato girato nel nostro paese, sulle nostre montagne o che ha sullo sfondo il nostro mare. Come si scelgono le "location", cioè i posti dove girare le scene di un film? Cosa c'è dietro una pellicola confezionata e pronta per la proiezione? Chi partecipa alla realizzazione del prodotto che noi gustiamo comodamente seduti? Abbiamo cercato di rispondere a queste domande, parlando con Anna Olivucci, responsabile di Marche Film Commission, l'organismo regionale che funge da tramite fra le produzioni cinematografiche italiane ed internazionali e il territorio marchigiano.

Può spiegarci cos'è una Film Commission? "E' il primo sportello a cui bussano le produzioni. Esistono da circa vent'anni e fanno parte di un coordinamento nazionale. Con il taglio dei finanziamenti alle produzioni e con la modifica del Titolo V della Costituzione, che ha affidato alle Regioni una serie di funzioni in materia di cinema che prima non avevano, ogni regione si deve ora industriare per trovare i fondi necessari per svolgere le sue funzioni".

Quali sono queste funzioni? "Quando le produzioni si rivolgono a una Film Commission, il primo passo è valutare il progetto proposto. Nel nostro caso, se quando ci propongono un progetto c'è un bando attivo, lo valutiamo sulla base dei parametri del bando. Se non c'è un bando in corso, il progetto viene valutato in base alla congruità con gli scopi istituzionali di valorizzazione del territorio. Si passa poi alla lettura della sceneggiatura ed alla valutazione della richiesta economica. Se il progetto è ritenuto davvero meritevole, ci industriamo per realizzarlo, ricorrendo al fund raising, cioè creando cordate pubbliche, private o miste, o ricorrendo al product placement, ossia all'inserimento nelle scene di marchi e prodotti inerente al tema trattato. Quanto ai professionisti, in genere le produzioni portano con sé il cast e gli elementi fondamentali. Hanno però bisogno di maestranze del luogo, come tecnici, truccatori, parrucchieri ecc. Per questo esiste il Connect Marche Movie, un database a cui i professionisti locali possono iscriversi. Il nostro compito è di metterli in contatto con le produzioni, in base alle richieste che queste fanno".

Cosa bolle in pentola in questo momento? "In questo periodo siamo molto impegnati sul piano normativo perché la Marche Film Commission da poco tempo è confluita, insieme alla mediateca regionale, nella fondazione Marche Cinema Multimedia. Questo passaggio a fondazione è una novità che ci vede impegnati a ristrutturarci, mantenendo inalterate funzionalità e snellezza operative. Posso dire che abbiamo per le mani 2-3 produzioni, una delle quali molto grande di cui però non voglio parlare per scaramanzia. Per un'altra, a breve dovrebbero venire a fare dei sopralluoghi. Si tratta di un regista di nome, di un'ottima produzione e distribuzione. E' un progetto che dovrebbe riguardare molti aspetti caratterizzanti il territorio. Ci sforziamo infatti di avere qui film che non usano il territorio solo come appoggio, ma che lo interpretano a fondo".

A questo proposito, da un'analisi dei dati forniti dalla Marche Film Commission, risulta che solo una minima parte delle pellicole girate in regione hanno avuto come location il Fermano. C'è una ragione particolare? "Quando forniamo alle produzioni l'assistenza per il location scouting, cioè la ricerca dei luoghi più adatti alle riprese, "offriamo" tutte le Marche, non una provincia in particolare. La scelta da parte delle produzioni di un luogo rispetto ad un altro non dipende tanto dalla bellezza di quel luogo, quanto dalla capacità degli amministratori di percepire il territorio come un bene anche sotto il profilo cinematografico. Nel nostro lavoro è molto più difficile convincere gli amministratori che non le produzioni ad investire su un territorio. La mia speranza è che la nuova fondazione si articoli in una rete di uffici Cinema provinciali, in modo che ogni zona possa gestirsi autonomamente, sempre in collaborazione con la Marche Film Commission".






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