Nel corso delle recenti sfilate milanesi del "pronto da indossare" (pret a porter), le proposte di numerosi stilisti a Milano mi hanno lasciato perplesso. Bellissima l'ambientazione e notevoli gli intervalli con balletti e lettura di poesie, però c'è un però: la prima cosa che ho notato è stata la tendenza allo "scopiazzamento" l'uno con l'altro e alcuni tentando di stupire, tanto per dirne una, hanno proposto calzature che solo a guardarle veniva il mal di piedi.
Ritengo che la moda donna, in chi possiede il dono della creatività, dia la possibilità di "creare" veramente cose di gusto e che fanno sì che una donna si distingua dall'altra per "classe", "stile" e "portamento".
Personalmente non sento il bisogno di una donna con una pettinatura da infortunio con l'elettricità e trucco come se avesse preso dei pugni sugli occhi! Sarò un romantico ma a mio avviso la donna ritrova la sua bellezza nella semplicità. Grandi attrici e principesse ci hanno dimostrato proprio questo: la Hepburn, Grace Kelly... la Kennedy, questo non significa utilizzo di materiali rozzi, poveri... lasciamo che gli stilisti facciano "ricerca" di tessuti sempre più belli e confortevoli, ma basta con donne di "altri pianeti".
Non ho visto un briciolo di originalità, una "scintilla di arte"... e poi li chiamano creativi! Le stesse cose le potremmo trovare in un negozio della grande distribuzione "con un occhio allenato" a un quarto del prezzo del "firmato" e forse rivisto e corretto "in meglio".
Pochi sono stati coloro che si sono distinti per una donna femminile, affascinante, a suo agio, in abiti sempre "di moda" e con quel tocco di raffinatezza che oggi con jeans calati e perizoma di fuori, non guastano. Quindi bravi a Brioni, piuttosto che a Bottega Veneta che a Ferragamo... il resto è noia!
Un ultimo appunto: dando voce anche a chi vede una donna "che vive il suo tempo" (...il 2010) non ho notato stilisti che hanno voluto vestire donne grintose, come ad esempio dirigenti con i minuti contati ma che vogliono essere sempre apposto nelle diverse attività. Ma forse, chissà, mi sarò distratto... Alla prossima.






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