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  Martedì, 20 Gennaio 2004

Noi parliamo con il cliente

- Piccola distribuzione: parola a chi “resiste”
Fabio Paci



L’apertura dei grandi centri commerciali ha arrecato qualche danno al mercato dei piccoli rivenditori locali, i quali si trovano sempre più a doverne fronteggiare il dilagare di offerte e di prezzi ridottissimi. "Sono un piccolo rivenditore d’abbigliamento e devo dire che il grande mercato ha disturbato il mio giro di affari solo relativamente – commenta un commerciante di Montegiorgio – Infatti, per quel che concerne i capi firmati, di un certo pregio, ai quali riserviamo la possibilità di una consulenza adeguata, del cambio merce e della prova fuori dal locale e, comunque, l’assistenza tout court, siamo in grado di offrire al nostro cliente vantaggi che credo siano difficili da trovare nei centri più grandi, dove tutto avviene con freddezza, senza conoscenza reciproca e, quindi, il rapporto cliente-commerciante non è poi così curato come invece noi facciamo da una vita. Non ci sono avuti problemi, quindi, in quanto non può dirsi certo che i grandi centri offrano un livello qualitativo paragonabile al nostro. La clientela intelligente ha saputo capire la netta differenza tra ciò che siamo in grado di garantire noi, quali appunto la disponibilità, la possibilità di scambio della merce, il buon acquisto sempre basato sul rapporto di fiducia, e ciò che invece mettono in campo i più ‘grandi’, spesso capaci di offrire solo un prezzo inferiore e una maggiore quantità di taglie, colori e modelli, senza però riscontro a livello qualitativo e interpersonale".
Diverso invece il caso per i prodotti alimentari, i quali a parità di merce, stessa infatti è la marca, la scadenza, la qualità, si sono visti scippare la clientela sotto il naso, perché non capaci di arginare il dilagare delle offerte civetta, che seppur danno tanto, giocano pur sempre sull’ingenuità e sulla disattenzione dell’acquirente. "L’unico modo di trattenere la nostra clientela – commenta un negoziante di alimentari di Piane di Falerone – è quella di offrire la massima trasparenza e cordialità, cosa che sento dire rara nei grandi centri, dove si punta più sulla pubblicità ingannevole, sulle offerte prendi 3 paghi 2, sulle possibilità di fare grandi scorte, che sulla vera qualità della merce. Per quel che mi riguarda, la freschezza dei prodotti, la genuinità, la semplicità e disponibilità nel servire chi si rivolge al mio negozio, sono armi vincenti, seppur oggi debbono essere maggiormente affilate di fronte alla nuova concorrenza, che c’è comunque". Alcuni commercianti hanno dovuto modificare strategia: "Le grandi offerte dei centri commerciali mi hanno imposto una riduzione dei prezzi, tale da raggiungere il tariffario da questi ultimi applicato, ciò a fronte di una diminuzione del flusso della clientela, di certo attratta dalla convenienza e dalla disponibilità di prodotti garantita - così ci riferisce un rivenditore di articoli da regalo e giocattoli di Monte Urano - La cartina tornasole della grande concorrenza fattaci da questi centri è stato il mercato del periodo natalizio, quando tutti erano pronti a spendere per i regali, ma sondavano prima il mercato per cogliere l’offerta e sottrarsi al caro vita".






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