E’ in quelle due settimane che riacquistano la loro dignità. Che dallo scaffale, comodino, mensola su cui erano stati appoggiati in attesa di un’ora libera, di un domani… domani… non meglio precisato da dedicargli e dedicarsi finalmente vengono sollevati. E’ quando si ‘stacca’ dalla routine, dai ritmi frenetici che questa continua corsa al lavoro, ai soldi o più semplicemente a una dignitosa sopravvivenza, che ci ricordiamo di loro. Certo, non gli riserviamo un trattamento d’eccezione, spiegazzati e stipati in valigie che contengono un po' di tutto, o insidiati da centinaia di microscopici granellini di sabbia che si insinuano nelle loro pieghe. Ma ci piace così, e per fortuna che esistono le ferie, e che qualcuno coglie l’occasione per ricavarsi un spazietto da riservare alla lettura.
Nell’epoca degli scrittori fai-da-te, quando basta avere un pensiero, per quanto banale, da esprimere o un’esperienza, seppur comune, da raccontare per sentirsi potenziali autori di best seller, sotto gli ombrelloni, nei vagoni dei treni, sui prati arsi dal sole si trova davvero di tutto. Perché tutti sembrano aver qualcosa da dire, nel totale convincimento che questo qualcosa possa essere considerato di un qualche interesse dal resto del mondo. Bene o male, purché se ne parli. Biografia dell’ex velina o trattato di scienze, purché si legga.






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