Sarà per la suggestione e imponenza del complesso monastico di santa Maria del Piano, sarà per l'ubicazione dell'ex Castel Clementino (oggi Servigliano), sarà infine per il clima storico-economico-sociale e culturale che richiama i Benedettini – Farfensi, di fatto la mostra 'Con le nostre mani, ma con la tua forza-le opere nella tradizione monastica benedettina', ha avuto un successo inaspettato.
Dall'otto al 22 agosto, gli oltre 50 pannelli che raccontano la storia, la vita, le attività dell'Ordine Benedettino hanno richiamato alcune migliaia di persone: gente scesa dalle colline o venuta su dalla costa per entrare in una particolare atmosfera, che sottolineava come l'opera benedettina nata da quell'Ora et labora, non solo sia un fatto enorme che ha dato luce al Medio Evo, ma anche un esempio e una possibilità per gli uomini d'oggi.
Una frase di Charles Peguy spiega più di tanti trattati: “Dio ha bisogno di noi, Dio ha bisogno della sua Creatura. Colui che è tutto ha bisogno di ciò che non è nulla. Colui che può tutto ha bisogno di ciò che non può nulla. Colui che è tutto non può nulla senza colui che non è nullaâ€. Con le nostre mani, appunto, ma con la Tua forza.
Molte le persone che si sono coinvolte nella mostra di Servigliano: dal parroco del luogo don Piero a quello di Santa Vittoria in Matenano, don Silvio, dal sindaco Maurizio Marinozzi agli architetti che hanno, con grande gusto, sistemato i grandi pannelli lungo lo stupendo ed ampio corridoio dove si aprono le decine di celle dei monaci, sino alle importantissime guide, che hanno condotto i visitatori – molti quelli del dopo cena – in un cammino ideale che, dalla fine del 400 D.C., giunge sino a noi, alla realtà odierna.
La mostra, promossa dal Centro Culturale Il Portico di Fermo e dall'Ufficio Missionario dell'Arcidiocesi fermana, sarà ora allestita a Monte San Giusto (dal 1 al 6 settembre), quindi a Montegiorgio (dal 12 al 19 settembre).






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Sabato, 31 Dicembre 2011 08:59:39
rosanna vittori