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  Lunedì, 19 Luglio 2010

Italia Nostra, il 'no' del presidente al Motodromo di San Marco

- "L'impianto non aiuta l’occupazione, non promuove il turismo e non crea sviluppo"
Comunicato stampa



Inventarsi un motodromo per avere maggiore visibilità, compensare la crisi occupazionale del territorio e rilanciare il turismo è vera e propria follia.
La nostra Provincia ha già una visibilità, chiunque arriva gode e apprezza il profumo del mare, l’aria e l’atmosfera dei borghi storici arroccati sulle colline e il fascino della montagna.
Il turismo si crea giornalmente attraverso tranquillità, aria buona, cortesia, buona cucina, ospitalità e accoglienza, prezzi adeguati. Il turista, oggi, non cerca rumori e caos, cerca un paesaggio e un ambiente adatti per trascorrere la vacanza lontano dalla città, vuole disintossicarsi.
E sviluppo, oggi, non significa altro cemento e altro asfalto, vuol dire coniugare le peculiarità e le vocazioni del territorio con la fruibilità dello stesso da parte di residenti e turisti.
Per esporre le motivazioni del NO al Motodromo abbiamo incontrato, con le altre Associazioni ambientaliste del Fermano, i Sindaci di Fermo, Porto S. Giorgio, Sant’Elpidio a Mare e Monte Urano; la prossima settimana incontreremo il Sindaco di Porto S. Elpidio.
Ringrazio particolarmente il Presidente della Provincia Fabrizio Cesetti, che ha ribadito con determinazione la piena contrarietà alla realizzazione dell’impianto sportivo, e auspico una analoga presa di posizione da parte di altri soggetti del territorio che abbiano la necessaria lungimiranza.
Dagli incontri effettuati con i Sindaci, e da quanto emerso sulla stampa, si è addirittura arrivati a sostenere tesi veramente incredibili: si toglierebbero i centauri dalla strada; con milioni di piante l’impatto acustico ambientale sarebbe minimo; che il motodromo stesso si concilia bene turisticamente con i parchi fluviali esistenti. Non posso credere assolutamente a tutto questo, so già come andrà a finire. Come è avvenuto, anche recentemente, a Imola e a Monza, a suon di carte bollate per l’inquinamento acustico, che danneggia in modo più grave le categorie più deboli.
Nella nostra Regione, come nel resto d’Italia, si debbono migliorare la fruibilità e l’efficienza delle infrastrutture esistenti.
Nella Provincia di Fermo c’è necessità di creare percorsi verdi urbani e verso l’interno, piste ciclopedonali al riparo dal traffico.
In questo modo si potrà dare un aiuto al turismo e all’occupazione, con notevoli benefici per la mobilità, compresa quella dolce, e per la valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio, concetti tanto sbandierati dai nostri amministratori in occasione di convegni, ma quasi mai applicati nella pianificazione. In altre parole si predica sempre molto bene, e si razzola spesso male.
Nel nostro territorio esistono già impianti motoristici, il campo cross “Guido Catini†di Grottazzolina, il campo cross “Monterosato†di Fermo e il Kartodromo “Dino Ferrari†della Valdete.
Non consumiamo ancora territorio, valorizziamo e potenziamo le strutture sportive già esistenti per organizzarci prove e competizioni di maggiore rilevanza.
Ribadisco il netto NO al Motodromo di San Marco alle Paludi, una struttura oggi anacronistica. Dobbiamo pensare a spalmare i turisti verso l’interno, aiutando così a “vivere†i territori di alta collina e montani, e affinchè sentano la “Provincia fermana unitaâ€. Dobbiamo destagionalizzare e creare le condizioni per una fruizione adeguata di tutto il territorio ad anziani, diversamente abili e giovani.






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