“Salve, dov’è la chiesa con il quadro del Crivelli?”, mi fa una coppia sulla sessantina in un caldo pomeriggio di fine giugno. “E’ quella lì, ma è chiusa”, rispondo io, quasi scusandomi. Due paia d’occhi mi guardano dispiaciuti, ma la faccia è di chi in fondo se l’aspettava. Chiesa chiusa, museo archeologico chiuso, museo naturale… non pervenuto: un piccolo paese sulla collina fermana, a inizio estate. Neanche la soddisfazione di poter dire “guardate gli orari d’apertura o chiamate questo numero”, perché, sulla porta del punto informativo (chiuso) non c’è neppure un fogliettino con qualche informazione. Si fa un gran parlare di valorizzare i piccoli centri, di rivitalizzarli per evitare che chi ci abita li abbandoni, di attirare, con iniziative di ogni genere, gente da fuori. E poi? I bla bla dell’eredità lasciata dall’amministrazione che c’era prima, dei soldi mal spesi, dei debiti da saldare sono assi da calare durante le campagne elettorali, e neanche sempre. Che dire infatti di quando, per 3 o 4 mandati di fila, ci si ritrova governati da amministrazioni dello stesso colore? Il che, in un paesino di poche migliaia di abitanti, si traduce nel guardare in cagnesco quello che fino a ieri era un amico o un conoscente e che, oggi, invece, scelto o non scelto, decide per te. Frustrazione è il sentimento dominante in chi vede, giorno dopo giorno, il proprio paese, quello in cui è nato e cresciuto, invecchiare nel degrado. Invidia, anche se una sana ammirazione sarebbe più costruttiva, è invece quello di chi, nei servizi in tv o semplicemente andandosene a spasso nei paesi vicini, scopre qualche tesoro, trattato come si deve. Quello che si stenta o si finge di non capire è che, prendersi cura di un bene che si possiede, restaurarlo o ristrutturarlo quando occorre, pubblicizzarlo se lo merita, comporta sì una spesa, ma diventa un investimento per il futuro: il primo passo verso la realizzazione di un circolo virtuoso che renderebbe i cittadini felici di vivere in quel posto e i visitatori finalmente soddisfatti. Abbiamo la fortuna di vivere in una zona ricca di piccoli gioielli, non lasciamoli morire così.






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Martedì, 20 Luglio 2010 10:55:42
Roberto Scocco