Povero 2004: così piccolo, eppure già oberato di un pesante carico di aspettative. Tutta colpa del 2003, ovviamente. Ma per ogni anno che nasce è così: con i botti di S. Silvestro gli vengono consegnate in pompa magna tutte le rogne lasciate in sospeso dall’anno che se ne va. E sono rogne grosse, per il territorio del Fermano: il settore trainante, quello calzaturiero, in crisi, e la Sanità locale servita come un piatto di zampone e lenticchie sul tavolo del ciclope Asur, nome vagamente mesopotamico che sta per Azienda Sanitaria Unica Regionale. Il quale ciclope, avendo un occhio solo, rischia di avere anche un punto di vista limitato al suo orizzonte dorico. E le conferme non mancano: prima si illude la Conferenza dei sindaci del Fermano di avere un qualche peso nella designazione del direttore generale della Asl e nella stesura del Piano sanitario, poi la si scavalca disinvoltamente con una scelta piovuta dall’alto.
Sanità ed economia, dunque, i due settori in cui l’anno vecchio ha lavorato decisamente contro. Ovvio che da parte di tutti, amministratori e amministrati, le aspettative per il nuovo anno si concentrino specialmente su di essi. Altro il discorso che riguarda la nuova Provincia: onore al merito al 2003, che ha saputo governare la rotta tra i marosi e gli scogli ascolani e approdare felicemente nel porto accogliente della Camera dei Deputati. Ora il timone passa al 2004: dovrà traghettare la nuova Provincia oltre lo stretto periglioso del Senato. E, possibilmente, prima del prossimo maggio, ovvero prima delle prossime elezioni amministrative provinciali. E’ questo l’augurio di Franca Romagnoli, consigliere regionale di AN e battagliera sostenitrice di questa ed altre cause importanti per il territorio. E’ vero che, per quanto riguarda la Provincia del Fermano, non c’è fretta o, comunque, non più l’urgenza che invece ne ha accompagnato l’iter fino alla Camera. Però, se l’approvazione del Senato arrivasse tempestivamente, si potrebbe andare all’appuntamento per il rinnovo dell’amministrazione provinciale con le idee più chiare per tutti, elettori e candidati. Per quanto riguarda la Sanità, nessuna sorpresa da parte di Franca Romagnoli: cadono i veli con cui qualcuno ancora si ostinava a voler celare la realtà. E la realtà è quella predicata finora da qualche voce che gridava nel deserto, compresa la sua: il ciclope Asur sta cominciando a manifestare la sua natura vorace di accentratore finanziario, politico e amministrativo. E chi ora si straccia le vesti e grida allo scandalo poteva pensarci prima, invece di crogiolarsi nella speranza di salvare i propri ospedaletti. Ad ogni modo, la Romagnoli ribadisce l’impegno per il 2004, che è poi anche il suo augurio: proseguire la lotta affinché il distretto sanitario del Fermano conservi la sua dignità di secondo distretto marchigiano, con tutte le sue funzioni di servizio qualificato al territorio. Stesso augurio per l’economia: tornino ricchezza ed occupazione nella roccaforte del distretto calzaturiero.
E, in tal senso, il senatore Stefano Bastianoni è ottimista. Per lui il 2004 è foriero di segnali che fanno sperare in una ripresa robusta dell’economia nel territorio fermano-maceratese: popolato da una razza forte di lavoratori che non si lasceranno abbattere dalle difficoltà, che non hanno paura né dell’impegno né del sacrificio, che sono l’espressione più vera di quella “marchigianità” che li fa apprezzare nel mondo. Stessa serenità anche per quanto riguarda la nuova Provincia: il nuovo anno vedrà riconfermato l’impegno di tutti i parlamentari, e il suo in particolare, per giungere agguerriti alla prova del Senato e superarla.
E, infine, i voti di Nino Di Ruscio, sindaco di Fermo giunto ormai a metà del mandato. In parte li ha espressi a fine anno, in sede di consuntivo: dopo un periodo di catalogazione e di organizzazione, ora i problemi del territorio sono stati presi di petto, qualcosa si è già fatto, molto ancora si farà. E i suoi auguri sono anche i suoi proponimenti: dare piena compiutezza a quello che era il programma elettorale. Il quale, tra l’altro, privilegiava tre punti: nuova Provincia, viabilità, Sanità. Per il primo, tanto di cappello: è praticamente mezza fatta, ora bisogna chiudere l’iter legislativo e, nel contempo, prepararne l’avvento dando più coesione e unità al territorio. Circa la viabilità e l’assetto di città e territorio, il 2004 sarà l’anno dei cantieri: rotatorie in punti strategici, bretelle di collegamento veloce che alleggeriscano il traffico cittadino, collegamento Valdaso-Valdete, potenziamento della Mare-Monti. Infine, la Sanità: anche il sindaco Di Ruscio, vecchio conoscitore degli ambienti amministrativi, non si stupisce più di tanto. Certi giochi li conosce bene, e sa rintuzzare le manovre di chi mira a far fare agli altri il lavoro sporco: adesso è la Regione che deve assumersi le proprie responsabilità e non disattendere le aspettative di un territorio che vuole continuare ad essere protagonista delle proprie scelte.
Insomma, il 2004 dovrà imparare a camminare in fretta: tanti i traguardi da superare, tante le prove, tante le speranze da non deludere. Facciamo tutti il tifo per lui.






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