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  Lunedì, 08 Marzo 2010

Il ruolo strategico del Cosif

- Intervento del Sindaco di Grottazzolina Mariano Ambrogi sulle prospettive dell'Ente
di Mariano Ambrogi (Sindaco di Grottazzolina)



Il Cosif (ente di sviluppo industriale del Fermano) ha svolto nel suo recente passato un importante ruolo di coordinamento tra i comuni delle nuova provincia di Fermo dando vita al primo parlamentino del territorio per affrontare i grandi temi di sviluppo e di visione strategica (viabilità, ospedale, fondi europei ecc.).
Oggi il suo ruolo con la nuova provincia di Fermo è ancora più forte e strategico perché ha maturato nel corso degli anni una struttura operativa con funzioni propositive che può svolgere (di fatto già avviato) funzioni di supporto ai comuni ed ai soci privati, come ad esempio la costituzione di gruppi d’acquisto per l’energia elettrica, la telefonia, consulenza sui nuovi sistemi di risparmio energetico, consulenza per intercettare fondi regionali ed europei come già avvenuto di recente per i fondi FESR.
Inoltre con il bilancio del 2010 è stato sancito un cambiamento radicale che porterà i soci a pagare una quota associativa quasi simbolica ridotta del 90% a partire dal primo di gennaio 2011.
Gli attacchi apparsi sugli organi di stampa sono ingiusti e non rendono merito a chi lavora per creare una struttura snella adeguata per le esigenze dei propri associati in uno spirito di collaborazione fattiva come pochi nel panorama consortile nazionale. Il suo ruolo di trait d’union tra comuni, soci privati e istituzioni sovraordinate viene corroborato dall’alto livello di professionalità oggi raggiunto che sarebbe uno spreco perdere.
Non è un caso che dalle riunioni che si sono svolte sul territorio nella fase consultiva per il rinnovo degli organi direttivi, la stragrande maggioranza dei sindaci di entrambi gli schieramenti hanno confermato la fiducia ed il ruolo di riferimento dell’ente.
Questo clima di condivisione e di positiva valutazione dell’operato del Cosif è stato turbato dal mancato rinnovo degli organi direttivi nell’ultima assemblea del 26 febbraio 2010 avvenuto esclusivamente per motivi oggettivi e non per motivi politici o da teatrino della politica come da qualche dichiarazione apparsa sugli organi di stampa si è voluto far credere. Semplicemente un corretto senso di responsabilità avrebbe dovuto far ritenere il rinvio dell’elezione degli organi direttivi come la migliore soluzione attuabile.
L’assemblea si è trovata di fronte una situazione imprevista evidenziata dai revisori dei conti relativo al passaggio delle quote dalla provincia madre di Ascoli Piceno alla provincia di Fermo e della Camera di Commercio di Ascoli Piceno a quella di Fermo (rappresentano insieme il 26% delle quote). Inoltre uno dei saggi incaricati dall’assemblea dei soci con mandato esplorativo per individuare possibili candidati agli organi direttivi ha presentato dimissioni irrevocabili senza riferire in assemblea del lavoro svolto e quindi senza portare la voce di una parte consistente di soci privati in assemblea. Viste le premesse non c’era niente di strano e sconvolgente nel rinviare l’elezione di tre mesi come proposto dal presidente della provincia Fabrizio Cesetti al fine di poter risolvere le problematiche sul tappeto e poi procedere alla elezione degli organi direttivi.
L’esempio di maturità di una classe politica si vede proprio nei momenti difficili e nella capacità di mantenere nervi saldi nel superare gli steccati ideologici e trovare soluzioni pensando al territorio ed ai cittadini che aspettano dalla politica risposte concrete e non polemiche sterili ed improduttive. Detto questo dobbiamo avere la convinzione di superare questo momento di incomprensione e tornare a lavorare insieme uniti e compatti come abbiamo fatto in questi primi mesi di legislatura.






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