La conclusione di questa nostra inchiesta la affidiamo ad un interrogativo: quali sono i punti fondamentali per un’efficace comunicazione online? Interrogativo, ci preme sottolineare, che con una disarmante leggerezza viene spesso omesso dalle istituzioni impegnate.
Si continuano a sbandierare come successi di straordinaria valenza progetti dai costi a dir poco esagerati che, per una piena attuazione, necessitano di un fondamentale imprescindibile: una rete di infrastrutture della globalizzazione. Parliamo di connessioni veloci, di banda larga e di qualsiasi tecnologia che, nei prossimi anni, verrà messa a disposizione del singolo utente.
Tutti i cittadini – è l’allarme che esperti del settore continuano (inascoltati) a lanciare, in maniera particolare attraverso il sito www.antidigitaldivide.org – devono poter accedere ai servizi offerti allo stesso modo e con connessioni paritetiche. Come non avviene per i paesi dell’entroterra fermano. È inutile, si sottolinea, avere servizi di ultima generazione se poi comuni, aziende e singoli utenti non raggiunti dall’adsl non possono usufruirne. Le cifre parlano di circa 10 milioni di italiani impossibilitati all’utilizzo e di una nazione, la nostra, quartultima in Europa come collegamenti al web (39%) e al 12° posto come numero di personal computer ogni 100 abitanti (23,1).
E dove esiste, l’accesso ha un costo addirittura triplo rispetto a quello di numerosi stati dell’Unione Europea. Lo stesso
www.antidigitaldivide.org segnala come Telecom Italia sia stata addirittura “pizzicata” ad offrire in Francia tariffe di un terzo inferiori e con velocità doppie rispetto a quelle messe a disposizione per il mercato italiano.
Spostando il target sullo sviluppo strutturale della rete, un ruolo cruciale lo assume la liberazione del wi-fi, un processo che comporta investimenti in infrastrutture e connessioni (hdsl di supporto + hot-spots di accesso) di cui qualcuno è tenuto a farsi carico, possibilmente enti pubblici e privati (ad esempio un’azienda disposta ad investire, con l'appoggio del Comune di riferimento).
A questo aggiungiamo la completa maturità raggiunta dalle tecnologie comunicative online. Sistemi di linguaggi standardizzati permettono infatti ai vari portali, ma anche ai blog o ai forum, la condivisione delle informazioni e delle notizie con sistemi feed-rss e linguaggi xml. Il fenomeno della blogosfera è, tra tutti quelli sperimentati, quello che è riuscito maggiormente ad esaltare i valori comunicativi e collaborativi della rete. L’elemento più innovativo di questo strumento/sito è la tecnologia RSS (Really Simple Syndication), grazie alla quale i contenuti dei feed RSS sono fruibili tramite appositi software che interpretano i file in linguaggio xml, rendendo visibili le informazioni ivi contenute senza bisogno di navigare il blog o il sito che li ha prodotti. E’ anche possibile aggregare più feed, filtrandoli e rielaborandoli, per presentarli su un altro sito web o su un servizio di news navigabile tramite il cellulare. La diffusione dell’informazione può avvenire anche tramite podcast (file audio) e vodcast (file video), leggibili da programmi dedicati allo stesso modo dei feed RSS.
In conclusione, è facile affermare che il futuro ha già bussato alle nostre porte. Ma quanti vengono realmente messi in condizione di poterne usufruire?






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