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  Mercoledì, 17 Febbraio 2010

SE MIA NONNA

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di Andrea Braconi



Sento ancora la fatica delle ultime campagne elettorali. Non per il costante movimento tra i Comuni di questa provincia, quanto piuttosto per la difficoltà a spiegare a mia nonna le metamorfosi in corso d’opera.
Europee, Politiche, Regionali, Amministrative: da anni in famiglia vesto i panni del “consulente”. Sia chiaro: nessuna forzatura sulla singola scelta. Tratteggio i contorni. E coloro le forme. Tutto qui. Poi ognuno, documento di riconoscimento e tessera elettorale in mano, appone la sua croce.
Soprattutto mia nonna, miscelando ingredienti in cucina, si è via via interessata alle alleanze. Con chi va Casini? Ma Veltroni non era il sindaco di Roma? E Berlusconi fonda addirittura un partito in strada? Devo votare per forza anche alle Primarie?
Interrogativi su interrogativi. Poi, anche se a fatica, il seggio lo ha sempre raggiunto.
Ma oggi? Come lo spiego ad una 87enne combattente dei fornelli che in meno di un mese Udc, Partito Democratico, Italia dei Valori e Verdi (di cui anche lei aveva perso traccia) hanno siglato un accordo, escludendo quei frammenti chiamati Sinistra, sempre accondiscendenti su ogni singola scelta degli “apparati” e cinque anni dopo sulle barricate per l’offesa subita?
Come le spiego che quell’accordo è permeato di una fragilità dai risvolti devastanti, che sulle istanze drammaticamente improrogabili (acqua, scuola, nucleare) c’è il rischio di un capitolazione?
Come le spiego che la controparte è capace di esprimere un candidato presidente soltanto a poche settimane dal voto, raschiando il barile, mentre nelle principali città amministrate proprio dal centrodestra il genocidio civico/partitico/istituzionale in atto rischia di diventare materia di studio?
Come le racconto questo Paese incapace di cambiare?
Non è l’età ad impedirle di scegliere. Ma la baraonda a cui è, siamo, costretti ad assistere.






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