Il punto di Simone Brancozzi, allenatore della Grottese
Ad Altidona c’è la Juventus, a Monte San Pietrangeli la Roma, a Porto Sant’Elpidio la Fiorentina ed a Grottazzolina il Milan. Necessità di bilancio a parte (l’abbinamento con il marchio delle grandi squadre aiuta sempre), sembra essere un dato di fatto che i settori giovanili calcistici delle società riconducibili al territorio fermano siano colonizzati dalle superpotenze pallonare. Ipotesi condivisibile da molti, ma non da tutti. “Colonizzati sicuramente no – ci risponde Simone Brancozzi, allenatore della Grottese, attivissima società che da questa stagione collabora con l’A.C. Milan –. Abbiamo attinto dal loro know how, tutto un importantissimo insieme di conoscenze, assolutamente necessario per una rapida e significativa crescita dei nostri tecnici e quindi dei nostri giovani calciatori. Offriamo un prodotto ben definito, nessuno ci colonizza”.
Insomma, non la classica operazione di facciata, con il marketing sempre dietro l’angolo.
“Verissimo. I nostri ragazzi è come se si allenassero a Milanello, attraverso le stesse indicazioni e gli stessi metodi di apprendimento e lavoro. I nostri tecnici infatti, sono formati dal Milan e la società si deve strutturare così come ci viene chiesto da loro. Per cui, sin dall’inizio si lavora in una certa maniera, e si fornisce immediatamente un servizio che, altrimenti, non si potrebbe dare se non dopo anni. E queste prerogative, sono di esclusiva milanista”.
L’affiliazione quindi, non è stata scelta a caso.
“Certamente no: nel valutare le tante, abbiamo voluto soffermarci sui contributi formativi, con un particolare occhio di riguardo verso l’educazione allo sport. Si pensi che il 60% delle nozioni fornite ai nostri tecnici, riguarda l’aspetto sociologico e formativo. Noi della Grottese siamo seguiti dal dottor De Michelis, ex delle squadre di Arrigo Sacchi, al Milan da oltre 30 anni”.
Un’ottima iniziativa. Si può migliorare?
“Siamo contentissimi della scelta fatta, anche perché ha trovato subito grande seguito. Le iscrizioni al nostro settore giovanile sono aumentate del 40% rispetto alla stagione passata e tantissimi ragazzi sono di fuori. Quotidianamente, un nostro mezzo parte e percorre la Faleriense per la raccolta dei giocatori che, terminato l’allenamento, vengono riaccompagnati a casa”.






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