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  Giovedì, 11 Febbraio 2010

Un’altra occasione perduta

- Fermo e il progetto di una cittadella sportiva

La trattativa si fermò e si decise di limitarsi a realizzare il solo campo di atletica e in seguito due palestre

di Luciano Bonfigli



Nei primi anni ’80, l’allora Amministrazione Emiliani diede incarico agli architetti Clerici (del CONI), Zani e Danielli di progettare un grosso centro sportivo dove concentrare strutture di una certa importanza. Fu deciso che l’area interessata fosse quella fra la statale per Porto San Giorgio e la Castiglionese, dove oggi sorge il campo di atletica e alcune palestre.
Il progetto comprendeva oltre il campo di atletica (unica struttura poi realizzata), un nuovo stadio per 15.000 spettatori, un teatro all’aperto, campi da tennis, da pallavolo, pallacanestro, pista di pattinaggio, piste ciclabili, palestra, percorsi per passeggiate e spazi per picnic. Furono iniziate anche trattative con la locale Cassa di Risparmio, che avrebbe dovuto acquistare il vecchio stadio ‘Recchioni’ per realizzarvi la nuova sede della Banca e quindi finanziare almeno in parte il nuovo insediamento sportivo.
Purtroppo, così come tante altre iniziative, la trattativa si fermò e si decise di limitarsi a realizzare il solo campo di atletica e in seguito due palestre. Così il grande e atteso centro sportivo è rimasto sulla carta e su un bel plastico (ora finito nei magazzini) che, per diversi mesi, fece bella mostra di sé nell’atrio del Comune. Alla stregua dell’attuale plastico della sognata ristrutturazione di Piazzale Azzolino.






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