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  Giovedì, 11 Febbraio 2010

Una Provincia capace di dare cultura sportiva

- Il vice presidente Gaetano Massucci e l’impiantistica nel territorio

Le aspettative sono tante, come dimostrato dalla Campagna di Ascolto

di Andrea Braconi



Con il vice presidente e assessore provinciale Gaetano Massucci, titolare della delega allo sport, partiamo dal Bilancio di Previsione 2010. Che avrà una sua caratteristica definita: la prudenza. “E’ il modo con cui ci stiamo muovendo tutti insieme al presidente Cesetti. Questa prudenza, dal punto di vista amministrativo ed economico, sicuramente porterà dei grossi vantaggi in ogni settore. Partiamo con una sorta di timore di non avere soldi, forse perché non completamente divisi, e questo ci porta a fare degli enormi risparmi. Ma ci fa anche iniziare con il piede giusto. In un secondo momento, con gli assestamenti e le variazioni di bilancio avremo la possibilità di allargarci”.
E nello specifico delle attività e dell’impiantistica sportiva?
“Le aspettative, come dimostrato durante la nostra Campagna di Ascolto, sono tante. Compresa la piscina nella media Valle del Tenna. Dico questo: anche guardando il bilancio precedente, non ci sono grandi possibilità, almeno in ambito sportivo. Ma intanto abbiamo già fatto una convenzione con la quale attraverso il CONI potremmo accedere a finanziamenti e mutui per poter realizzare delle strutture. Quello che mi preme sottolineare è che dobbiamo programmare in un’ottica provinciale anche la distribuzione delle risorse economiche nell’ambito delle strutture sportive. Deve finire il tempo nel quale dappertutto ci deve essere tutto. Faccio un esempio: abbiamo inaugurato un nuovissimo campo sportivo in erba sintetica a Torre San Patrizio. Non è possibile che qualcuno a 5 chilometri mi chieda un contributo per farne uno dello stesso livello! Tutti devono avere le medesime possibilità, ma dobbiamo iniziare a progettare anche l’impiantistica in un’ottica globale, di tutti i 40 Comuni, dove, sfruttando le peculiarità di un territorio, potremmo ad esempio garantire una piscina alla media Valle del Tenna o spazi per il volley e per il basket nella Valdaso. Un’ottica che non esclude nessuno ma che nello stesso tempo potenzia le capacità recettive dell’impiantistica sportiva.”
Cosa è emerso da quella sorta di fotografia del territorio su cui avete lavorato nelle primissime settimane di mandato?
“Diciamo un grande buon senso da parte di tutte le associazioni, che sanno che in questo momento devono essere più disponibili che pretenziose. Già è un grosso successo arrivare ad un’organizzazione su scala provinciale. Io non ho avuto grossi aut aut, al contrario ho notato responsabilità. Dalle società più importanti, come la Sutor, alle squadre di scherma, tutti vogliono i loro spazi, ma senza pretese. E la pazienza, ne sono certo, pagherà.”
Proprio la questione Sutor Montegranaro continua a destare qualche perplessità. Avete intenzione di seguire la scelta dell’Amministrazione Rossi, con un sostegno alla società veregrense, o le priorità sono altre?
“La Sutor è l’eccellenza in questo momento. Ma come ho già detto in altre circostanze, non esiste monopolio o esclusiva, né come disciplina, né come singola società. Il diritto allo sport non è un privilegio per pochi. Quando c’è una grande squadra c’è un ‘effetto trascinamento’ che è soprattutto educativo. E questo va sostenuto con tutte le risorse a disposizione non per il suo successo che lo caratterizza, ma per la sua capacità formativa.”
Grandi aspettative ci sono anche sul versante dell’educazione allo sport.
“Noi non dobbiamo dare sport. Noi dobbiamo dare cultura sportiva. Se aiutare a far emergere questa cultura si può avere favorendo un evento o una realtà, ben venga. Dobbiamo guidare questo fenomeno, proprio per raggiungere il nostro obiettivo. E la Provincia di Fermo ha questo compito: diffondere la cultura sportiva, anche sostenendo chi ha successo.”






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