C’è qualcuno che non finisce mai di riconoscere il valore sociologico dato ai reality show.
Reality, che per la sua stessa definizione dovrebbe mostrare la realtà così com’è; un prodotto della New Television che si impone negli schermi di tutti gli italiani e non solo, valutato in termini di share e raccolta pubblicitaria.
Percentuali di ascolto che fanno inorgoglire in primis i noti e bravi conduttori. In realtà esiste una buona percentuale di telespettatori che, come me, sarebbe ben felice di far parte dell’Auditel e di poter valutare i programmi non solo in termini di gradimento ma, al contrario, per curiosità e disgusto. Come si può non rimanere incollati allo schermo di fronte ad immagini che altro non trasmettono che sgomento ed incredulità.
Mi riferisco alla puntata del “Grande fratello 10” andata in onda lunedì 25 gennaio 2010, che vola oltre il 30% di share (31.86% per la precisione). Le immagini non meritano indifferenza dal pubblico che in parte, credo, sia dotato di sensibilità ed intelligenza, ma meritano attenzione per poter essere giudicate e valutate per la loro sconcertante immoralità.
Non è difficile riconoscere nei protagonisti modelli della società attuale, ma credo profondamente che non per questo meritino applausi e consensi per scoppi d’ira e crisi di pianto collettivo, inaccettabili. La “gente comune” dovrebbe riconoscersi e identificarsi in questa realtà?
Ma andiamo per ordine.
Innanzitutto mi chiedo cosa ci sia di tanto spettacolare da meritare applausi e giustificazioni nel comportamento manipolatorio e seducente di una ragazza di 24 anni (mi riferisco alla concorrente Veronica Ciardi), che della propria instabilità affettivo-relazionale né fa il suo punto forte. Vince al televoto e, rimane grande protagonista della puntata.
Ancor di più bisognerebbe inorridire ascoltando l’intervento della mamma della signorina Veronica, che rassicura la figliola: “Non stai facendo nulla di male… siamo tutti orgogliosi di te”. Va bene, la mamma è sempre la mamma, ma nulla di più diseducativo ci può essere nel vedere scendere a così bassi livelli una figura genitoriale che, per il suo assoluto valore educativo e formativo nello sviluppo dei figli, deve essere modello di vita e guida indiscussa, capace di riprendere, correggere e delle volte giudicare (anche di questo si ha bisogno) per il bene stesso dei figli.
Spero che alla parola “Amore “ sia ancora dato un valore più alto di quello che ci viene trasmesso da questi episodi.
Altrettanta osservazione e critica merita il comportamento dei concorrenti in seguito all’espulsione immediata di Massimo Scattarella. Urla, pianti, grida, una vera e propria crisi isterica dal contagio collettivo. Al diavolo le emozioni amplificate nella casa, e ricordiamo a questi fortunatissimi ragazzi che in altre parti del mondo c’è davvero molto su cui piangere. A tal proposito ringrazio l’intervento di Alfonso Signorini in puntata.
Il segreto del Gf? Mia cara Marcuzzi, sono d’accordo con lei che il GF è un programma sempre nuovo e ricco di sorprese ma spero vivamente che nel pubblico non scatti quel meccanismo di identificazione di cui tanto parla. Più che di affetto verso i ragazzi, parlerei di compassione, e la curiosità mi auguro sia accompagnata da giudizio critico. Tanto, nel bene o nel male, l’importante è rimanere al “Top”.
Caro direttore, se “fare tv è questione di gusto e rispetto”, credo che si stia prendendo la strada sbagliata; e diciamo a questi concorrenti, usando le sue parole, che “quando si è davanti alle telecamere non si dovrebbe mai dimenticare che si entra a casa degli altri, si è ospiti” (TV Sorrisi e Canzoni n.4, pag.3). Le sue frasi dovrebbero essere urlate nella Casa di Cinecittà.
Ringraziamenti...
Mercoledì, 03 Febbraio 2010 16:08:26
Laura Sbrolla