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  Lunedì, 25 Gennaio 2010

Quel "mercanteggiare" su Santa Caterina

- Continua la discussione sulle nuove palazzine

Un comunicato del Coordinamento Cittadino dell'Italia dei Valori

Comunicato stampa



Il coordinamento cittadino dell’Italia dei Valori esprime profonda preoccupazione per l’ennesima variante al Piano Regolatore Generale che Il Sindaco e la Giunta Comunale si apprestano a far approvare nel prossimo consiglio comunale previsto per martedì 26 gennaio.
La zona interessata è quella della rotonda di Santa Caterina, a pochi metri dalle mura antiche, più precisamente sopra alla bretella (per intenderci quella che va da Via Zeppilli a Via Falcone), più o meno in direzione della Chiesa, e che è collegata alla rotonda tramite Via Pisacane.
Il Piano Regolatore Generale aveva giustamente destinato l’area in questione a “parcheggio pubblico“ per sopperire alla crescente richiesta di posti auto.
Il parcheggio pubblico, la cui realizzazione è attesa da oltre 10 anni, doveva decongestionare una zona particolarmente critica per la presenza della Chiesa parrocchiale, della Facoltà di Ingegneria, della sede dell’Ordine degli Ingegneri, della sede della contrada Pila, del centro ricreativo “l’Ortoâ€, di numerose attività commerciali e studi professionali.
Ma in questi anni le esigenze e i bisogni di tutti gli abitanti di Santa Caterina non sono state prese in considerazione mentre oggi si vorrebbe concedere una volumetria maggiore ad una impresa di costruzioni che ha a disposizione tutto il territorio nazionale per le sue speculazioni.
Senza considerare che la zona in questione è sottoposta a vincolo paesaggistico e rappresenta uno degli scorci più caratteristici della nostra città; bene questo che verrebbe irrimediabilmente deturpato.
Ma la cosa che più ci sconcerta è sapere che la variante verrà presentata nonostante la commissione edilizia abbia dato, per ben due volte, il proprio parere negativo. Sapere poi che l’impresa di costruzioni, per l’approvazione della variante, in cambio regalerà 35 posti auto su due piani (aumentando l’impatto sul paesaggio) rende ancora più triste l’intera vicenda.
In primo luogo, perché se il metodo è quello del mercanteggiare, allora si dovrebbe dare la stessa possibilità, in modo uguale e pubblico, a tutti i cittadini. In secondo luogo perché questi posti auto, gentilmente regalati, serviranno quasi esclusivamente agli acquirenti delle nuove unità abitative (stimabili nel numero di tredici) o addirittura non saranno nemmeno sufficienti se l’impresa di costruzione, una volta approvata la variante, aumenterà ulteriormente le volumetrie approfittando dei vari piani casa o condoni oramai usuali nel nostro paese.






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