In risposta ad un articolo pubblicato ad inizio settimana
Le Associazioni animaliste Amici Animali Onlus di Osimo, Amici di Fido Onlus di Civitanova, Io non ti Abbandono Onlus di Civitanova, Anita di Falconara Onlus, Qua la Zampa Onlus di Castelfidardo e Cinofila Senigalliese di Senigallia, leggendo l’articolo apparso sul Resto del Carlino il 13/10/2009 ritengono che se tutto ciò non fosse così tragico per gli animali, di certo sarebbe una farsa.
Legambiente Circolo Sibilla Aleramo, alcuni fondatori del canile Pluto e un certo P.C. che sembra voler rimanere anonimo, forse si sono dimenticati che per ben 17 anni i cani presenti nella struttura poi sequestrata a marzo 2007 dagli organi competenti ( N.I.R.D.A. Nucleo investigativo per i reati a danno degli animali del Corpo Forestale dello Stato, Lav e Ass. A.N.T.A), vivevano in condizioni pietose di certo non a norma di legge.
Cento cani circa venivano tenuti perennemente a catena, cucce fatiscenti, cani rinchiusi nella stalla della casa colonica completamente al buio in compagnia solo di topi, box costruiti con materiale di fortuna uno dentro l’altro come scatole cinesi. Cani che non hanno mai avuto la possibilità di sgambare in uno spazio apposito come la legge prevede. Nessun ambulatorio presente nella struttura. Registri di carico e scarico dei cani assenti. Addirittura gatti rinchiusi in una piccola roulotte proprio lì vicino ai cani. Mancanza totale di sistema fognario adeguato alla normativa vigente. Non ci stiamo inventando nulla. Ci sono testimonianze e fotografie che parlano da sole.
Ora leggiamo che questi cosiddetti “animalisti” sembrano, a loro dire, gli unici a preoccuparsi delle condizioni dei cani affidati all’associazione A.N.T.A. dopo il sequestro del 2007. Chissà prima e per ben 17 anni dove fossero!
Chissà come mai, invece di plaudire chi, con sacrifici enormi è riuscito in poco tempo a realizzare una struttura che permetterà finalmente a questi animali di vivere etologicamente secondo la loro natura, continua imperterrito a gettare fango e discredito completamente gratuiti senza alcuna vergogna.
Ci vergognamo noi e ci rammarichiamo di non essere stati in grado con le nostre sole forze, di intervenire prima per bloccare quella penosa situazione che ha portato per anni gravi sofferenze agli animali ospiti.
Siamo purtroppo abituati a scontrarci giornalmente con gestori privati che non seguono le leggi e che speculano sui cani dei canili, e ci rimane difficile credere che associazioni animaliste possano giustificare per anni situazioni gravissime come quelle in cui stavano i cani di Pluto House e continuare nel loro intento di demolire chi invece si adopera solo ed unicamente nell’interesse degli animali.
Non ci risulta neanche che sia interdetto l’accesso ai volontari come si scrive nell’articolo. Noi siamo sempre andati e nessuno ci ha mai negato l’entrata e abbiamo toccato con mano i progressi che sono stati portati avanti, pur nelle estreme difficoltà di una struttura cadente, fatiscente, igienicamente inadatta con pochissime possibilità di modifica.
Finalmente domenica 11 ottobre 2009, il giorno tanto atteso dopo tanti anni è arrivato. Chi è veramente un animalista come si professa in pubblico, dovrebbe lasciare da parte orgoglio ferito, vendette personali, odi repressi ed essere solidale con chi ha potuto realizzare tale struttura dove nel giro di qualche settimana saranno trasferiti quei poveri cani.
Cosa si voleva? Far rimanere a vita e continuare ad accettare ancora altri cani in quel lager?
E’ davvero impossibile continuare a difendere l’indifendibile.






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Venerdì, 23 Ottobre 2009 15:22:25
ALESSANDRO ORLANESI