Massima allerta per contrastare il fenomeno della delinquenza organizzata e per combattere l’immigrazione clandestina. Sono tutti quei reati commessi in forma organizzata, sempre più organizzata o quelli legati al fenomeno dell’immigrazione ( dalla prostituzione fino al lavoro clandestino) a dare maggiore lavoro alla Procura fermana guidata da Piero Baschieri.
Le caratteristiche della delinquenza locale sono queste: organizzata e “straniera”, tanto che, sotto questo ultimo punto di vista, più del 50% degli individui colpiti dalle misure cautelari richieste dai P.M. della Procura di Fermo riguarda cittadini extracomunitari. E, se fino a qualche anno fa, si trattava di cittadini russi, bulgari, macedoni, africani e soprattutto albanesi, a questi si sono aggiunti quanti arrivano dalla Cina.
Almeno una operazione a settimana, e spesso anche di più, portata a termine delle forze dell’ordine: veri e propri blitz nei vari comuni, in quei piccoli laboratori dove trova spazio la manovalanza clandestina. Ma è notizia di questi ultimi giorni quella che i cinesi non siano solo quelli dei cosiddetti laboratori clandestini, ma che si stiano specializzando in altre attività illecite: la prostituzione per esempio tanto che lo scorso 16 settembre cinque sono stati i cinesi arrestati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Nulla questio, sul fatto che anche in zona abbia attecchito il fenomeno della mafia cinese. E’ lo stesso Baschieri ad averlo sottolineato e ad affermare che la difficoltà maggiore per chi combatte i reati che interessano il panorama cinese si ha a che fare con “un mondo del tutto impenetrabile e nelle indagini sino a ora svolte non sono mai stati rinvenuti documenti o altre prove che permettono di comprendere qualche cosa in più rispetto a quanto verificato sul posto o che favorisca un salto di qualità nelle investigazioni”.
Ma i criminali, stranieri e locali, si associano anche tra di loro. Una decina, e per quasi tutti c’è stato il rito abbreviato, i clan succedutesi nello spaccio dello spaccio degli stupefacenti nel fermano Sconosciuto nel territorio, sempre secondo Baschieri, il fenomeno di infiltrazioni di gruppi organizzati di tipo mafioso nei vari settori economici, ed in particolare in quello relativo alla concessione di appalti o servizi pubblici. Rari i casi di delitti che suscitano maggiore allarme sociale: quattro o cinque all’anno. Nessun caso segnalato di delitto oggettivamente o soggettivamente politico o di carattere terroristico. Solo una volta furono aperte delle indagini a carico di un Iman fermano a seguito di un articolo comparso sul Corriere della Sera, nel quale l’uomo veniva accusato di aver inneggiato alla resistenza irakena e all’odio nei confronti degli europei intervenuti al fianco delle truppe anglo americane in Iraq. Ma, come spiega Baschieri, “l’indagine accertava che l’Iman non avrebbe, in contrasto radicale con l’informazione giornalistica, espresso frasi dai contenuti e dai toni di propaganda violenta; e che anzi la predica aveva avuto al contrario un contenuto essenzialmente religioso e di rifiuto totale della violenza e di condanna dell’attentato di Nassirya contro i militari italiani”.






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