Si era meritato il nomignolo di “prefetto”. Glielo cucirono addosso perché, in fondo, quando girava lasciando fotocopie e fotocopie di articoli e appunti scritti con grafia incerta, non gli credeva nessuno.
Per questo, parlando di Provincia di Fermo, non possiamo non ricordare Abramo Mori, che dagli anni ’70 condusse una solitaria battaglia per la restituzione della provincia fermana. Fu un cantore di piazza di un sogno lungo 140 anni. Ricordiamo tutti il suo vocione stentoreo, le sue trovate strane (scriveva “Provincia di Fermo” in ogni dove!), i sui scritti lapidari che andava attaccando dappertutto.
Ora che il sogno si sta concretizzando, lo ricordiamo con simpatia e, forse, con rimpianto. Tutti lo abbiamo preso poco sul serio, e magari ci abbiamo riso su. Ma il suo è stato un esempio di credo appassionato e coerente. Ricordiamolo per questo. E lui protegga da lassù il voto al Senato…






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