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  Mercoledì, 14 Settembre 2005

Una situazione preoccupante

- Il mercato delle società petrolifere
Carmela Marani



A farci un quadro complessivo della situazione a seguito dell’aumento vertiginoso del greggio, è un esperto fermano che si occupa di commercializzazione all’interno di una grande azienda petrolifera.
“Quando si parla di commercializzazione di prodotti petroliferi ci sono due settori da tenere in considerazione, ambedue estremamente importanti: il canale “rete” ovvero quello che si vende nei distributori sulla rete stradale, e l’”extrarete” con i prodotti petroliferi che si vendono ai trasportatori, aziende, consorzi agrari, cooperative di pesca, industrie, aziende municipalizzate di trasporto e via dicendo.”
Com’è la situazione?
“Come operatori del settore noi siamo testimoni diretti di una situazione preoccupante che ci troviamo a monitorare pressoché giornalmente attraverso la vendita di prodotti petroliferi. Quel che succede sulla rete stradale è sotto gli occhi di tutti quando si va a fare benzina o gasolio per la propria auto, ma l’extrarete tocca settori determinanti per il Paese quali i trasporti, l’industria, l’agricoltura, la pesca… che già oggi sono in sofferenza. Per molti di essi la voce “gasolio” incide in maniera importante sul bilancio generale quindi, quando ci sono aumenti vertiginosi, la crisi è sempre in agguato. Per i motopescherecci ad esempio il costo del gasolio sul bilancio totale incide per ben il 50/60% nonostante non abbiano oneri fiscali e accise come per la benzina della rete stradale. Il settore più penalizzato è però sicuramente quello dei trasportatori che da una parte hanno la strozzatura di un prezzo del gasolio che aumenta di giorno in giorno e dall’altra non possono aumentare le tariffe perché già ci sono difficoltà nell’aumento dei prezzi dei prodotti. Anche le aziende agricole sono in forte difficoltà.”
In pratica?
“Parliamo – precisa l’esperto – di cifre importanti: per comperare un autotreno di gasolio fino a qualche mese fa occorrevano 25.000 euro oggi ce ne vogliono 38.000! Sono esposizioni paurose per le aziende (con il calzaturiero in crisi poi…) che coinvolgono tutta la filiera, dal produttore al consumatore. Anche nell’extrarete c’è un calo generalizzato nei consumi ma mentre gli automobilisti possono in molti casi ridurre il consumo senza grossissimi problemi, lo stesso non è per le aziende.”
Prospettive?
“Gli esperti prevedono ulteriori, costanti aumenti e tutte le aziende petrolifere, compresa quella dove io lavoro, stanno impegnando gruppi di lavoro per studiare le varie possibilità di energia alternativa.”






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