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  Martedì, 26 Maggio 2009

DI PUBBLICA DISERZIONE

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di Andrea Braconi



'Da non sottovalutare la coincidenza con il periodo di campagna elettorale per le elezioni della provincia di Fermo, che potrebbe dare adito a strumentalizzazioni in considerazione dell’argomento da trattare, molto delicato e sentito dai cittadini'. Oggetto: l'Inchiesta Pubblica sull'insediamento nel territorio di Fermo della centrale a biomasse proposta dalla PowerCrop. Mittente: il sindaco della città, Saturnino Di Ruscio, in corsa per la presidenza della nuova Provincia.
Dopo la richiesta di rinvio dell'assemblea pubblica a Santa Caterina, relativa al senso unico, siamo di fronte all'ennesima 'proposta' inoltrata dal primo cittadino. Questa volta direttamente ad un tecnico della Regione Marche.
E proprio perchè di un argomento delicato si tratta, l'atto in questione (datato 16 maggio 2009 e riferito al primo appuntamento programmato per il 19 maggio e successivamente rinviato a giovedì 28) appare - questo sì - strumentale. Dopo il pellegrinaggio tra le vallate del territorio della stessa centrale, fino ad un temporaneo avvento in Val d’Ete, siamo di fronte ad una forma di prodigio da campagna elettorale: la diserzione dalle pubbliche responsabilità. Senza colpo ferire. E nel più assoluto oblio.
Le parole inoltrate in redazione da Giovanni Conte, presidente del Circolo di Legambiente Fermo-Valdaso, tra i più attivi membri del CITASFE (Comitato Intercomunale per la Tutela dell'Ambiente e della Salute del Fermano) e candidato come indipendente per l’Italia dei Valori alle Provinciali del 6 e 7 giugno, ripercorrono parte di una contesto che, settimana dopo settimana, sembra perdere un elemento di trasparenza dopo l’altro. A danno dei cittadini e di quegli operai dell’ex Sadam, sospesi in uno smarrimento (scientificamente?) indotto.

COMUNICATO STAMPA

Nell’ambito della complessa procedura della Valutazione di Impatto Ambientale alla quale si deve attenere un progetto come questo della Centrale a Biomasse, vi è l’Inchiesta Pubblica. Uno dei momenti fondamentali per decidere se il progetto può proseguire nell’iter del procedimento o se deve essere stoppato e rimandato al mittente perché non assentibile.

L’Inchiesta Pubblica infatti determina l’accettazione dell’insediamento di una industria insalubre sul proprio territorio, da parte della cittadinanza interessata, compatibilmente con le numerose leggi in vigore. Ovviamente, se la volontà popolare è contraria, anche se vi è compatibilità, il progetto non può trovare realizzazione nel sito prescelto. A fronte di queste considerazioni che sono di carattere squisitamente tecnico e procedurale, lascia stupiti la lettera che il sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio ha inviato all’Ufficio competente della Regione perché l’inchiesta pubblica venisse rimandata a data da destinarsi e preferibilmente dopo le elezioni! Molti sono gli interrogativi e le lamentele che i cittadini hanno rappresentato a questo scrivente Circolo di Legambiente Fermo-Valdaso.

Ci si domanda infatti: “Come è possibile che il sindaco abbia preso un’iniziativa del genere senza consultare gli esponenti del Comitato e delle Associazioni i quali avevano già organizzato e divulgato l’incontro in Val D’Ete?” Siamo alle solite, in questa vicenda sembra che a Fermo le decisioni continuano ad essere prese nel chiuso degli uffici!

Il sindaco nella sua lettera, contrariamente a quanto era già stato fatto dai Comitati e di cui non se ne è mai preoccupato, chiede di poter avere più tempo per organizzare al meglio l’evento e darne maggiore diffusione. E adduce anche questa motivazione: “da non sottovalutare la coincidenza con il periodo di campagna elettorale per le elezioni della provincia di Fermo, che potrebbe dare adito a strumentalizzazioni in considerazione dell’argomento da trattare, molto delicato e sentito dai cittadini”. L’indignazione per un’affermazione di questo tipo non può essere taciuta! Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una presa di posizione del sindaco, senza che abbia tenuto conto della volontà popolare; appare oltremodo offensivo nei confronti dei cittadini l’affermazione di non volere dare adito a “strumentalizzazioni”, come se la volontà popolare fosse finalizzata solo alla strumentalizzazione elettorale, il fatto invece che Di Ruscio prenda simili iniziative, visto che è candidato alla presidenza della Provincia, non è una strumentalizzazione a danno dei cittadini e del grosso lavoro svolto dai Comitati? Ancora una volta egli sposta tutta l’attenzione su effimere finalità elettorali nel tentativo di non perdere voti, anziché pensare ai contenuti ed alle preoccupazioni di migliaia di famiglie. Appare chiaro infatti che il sindaco teme che in questa fase possa essere respinta per sempre la possibilità di chiudere la vicenda della Centrale a biomasse, è evidente che ha interesse a tirare la questione a dopo le elezioni. Non a caso infatti non ha mai preso posizioni nette, neppure dopo la Delibera di Consiglio Comunale che aveva detto un secco no, anche in quella fase il sindaco era riuscito a far approvare un emendamento che dava margine alle trattative. Per fortuna l’Inchiesta Pubblica invece si farà lo stesso il 28 maggio in Val D’Ete, anche se non sarà certa la presenza del sindaco, visto che contemporaneamente dovrà continuare con l’inaugurazione di qualche altra travagliata infrastruttura.

Giovanni Conte (Presidente Circolo di Legambiente Fermo-Valdaso)






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