Estate, ovvero: emergenza acqua. Ce lo cantano in tutte le salse, sia a livello locale che nazionale. Il gran capo della Protezione Civile, Bertolaso, ha lanciato un allarme che più chiaro non si può: gente, non sprecate l’acqua ché fra poco non ce ne sarà più per nessuno. E, vivaddìo, oltre che un problema logistico e di buon senso, ne ha fatto anche un problema morale: mentre l’Occidente crapulone sguazza allegramente, il Terzo Mondo muore di sete. Ma chi ci pensa? Andatelo a dire a quelli che sprecano tonnellate d’acqua per farsi una doccia, che lasciano il rubinetto aperto mentre si spazzolano i denti, che mandano lavatrici e lavastoviglie semivuote, che fanno scorrere l’acqua per mezz’ora per berla fresca. E più ancora: andatelo a dire a tutta quella gente bene che si diletta quotidianamente col tubo dell’acqua per innaffiare con scrupolo i suoi bei giardini pensili o l’impiantito dei suoi bei cortili, così “fa fresco”. Allora, a gente così bisognerebbe ricordare che per ogni fiore che sboccia nel loro giardino, in Africa muoiono di sete dieci bambini. Insomma, parliamoci chiaro: l’acqua è un bene prezioso, che va usato con intelligenza, senso civico e morale. Ma, soprattutto, l’acqua è un bene di tutti e non è più tollerabile che a far le spese dei pochi scriteriati siano i molti che ci stanno attenti. E’ una forma di cultura e di civiltà che tutti hanno il dovere di professare e di inculcare ai più giovani, quelli che saranno gli adulti di domani. Restando nel locale, il Consorzio Idrico del Piceno si fa scrupolo, ogni anno, di sensibilizzare gli utenti a un uso responsabile della risorsa acqua, oltretutto sono anche previste sanzioni severe per i trasgressori: ma chi ci va a controllare nelle case o nei giardini privati? Quindi si ritorna a bomba: se non cambia la testa della gente sono tutte parole sprecate. E a proposito di predicare bene e razzolare male: che ne direbbe il Consorzio Idrico di tamponare le falle della rete, a causa delle quali va disperso quasi il 50 per cento del patrimonio idrico? Se vivesse oggi, San Francesco d’Assisi darebbe fuori di matto.







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