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  Giovedì, 28 Luglio 2005

Che calcio sarà

- Intervista al presidente della Fermana Giacomo Battaglioni
Uberto Frenquellucci



All’indomani della rocambolesca salvezza, ottenuta ai danni di un Chieti che stava già cantando vittoria, al presidente della Fermana Giacomo Battaglioni abbiamo chiesto in quale direzione sta andando il mondo del calcio, in un’analisi che parte, ovviamente, dalla realtà della quale lui è massimo rappresentante.
Presidente Battaglioni, qual è lo stato di salute del calcio?
“Il calcio non è sport in salute. Attualmente c’è grossa confusione e si sta attraversando un periodo di transizione. Il calcio deve necessariamente tornare ad essere ciò per il quale era nato : uno sport bellissimo perché riusciva a coniugare ad esso grandissima passione. Oggi è in forte crisi di identità, poiché negli ultimi 20 anni si è cercato di mistificare la sua concezione in un prodotto da consumo, quindi con grossi interessi economici. In definitiva : o torna ed essere quello di una volta, oppure non potremo chiamarlo più sport ma dovremo identificarlo con un altro titolo.”
Presenze e richieste del pubblico. Se ci sono, in quale ambito si spingono?
“Le presenze sono scarse e se andiamo avanti di questo passo saranno sempre meno. Perché ? Esse sono motivate da 2 fattori : uno è l’elemento passionale (sostenere la propria squadra del cuore, della tua città, regione), l’altro è il voler vivere l’avvenimento. Le 2 cose hanno un denominatore comune : quello di essere parte di uno spettacolo. Ma se solo uno di questi due elementi viene a mancare…Quanto alle richieste, purtroppo non ne riscontriamo. Perché ci sono tanti altri interessi e l’elemento passionale, al quale facevo riferimento un attimo fa, sta calando. A Fermo, come dappertutto. Se tutti sono contro le pay tv, i motivi penso che siano proprio questi.”
Che ruolo svolge l’informazione nella gestione di una società sportiva?
“Un ruolo fondamentale. Una buona o cattiva informazione fa la fortuna o la sfortuna di una società sportiva che, volenti o nolenti, è cosa pubblica. Ed il tifoso partecipa alla vita di questa anche attraverso gli organi di informazione. Purtroppo, mi spiace dirlo, laddove non c’è connubio e serietà d’intenti fra operatori dell’informazione e gestori societari, nascono inevitabilmente dei problemi. Scrivere contro, a volte fa più audience. Un fatto negativo è purtroppo più letto di uno scontato.”






maggio 2012
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