Piccole strutture ricettive che garantiscono qualità e prezzo. E il rilancio…
Una volta c’era il turismo cosiddetto alternativo, quello dell’aria aperta, dei camperisti, della ricerca dei luoghi alternativi. Era una scelta che oggi, vista l’aria da vacche magre, diventa un po’ necessità.
Ecco così altre forme di turismo un po’ diverso: quello del b&b, delle country-houses, dell’albergo diffuso, che si affiancano a quelle tradizionali del soggiorno nei campeggi e villaggi turistici, e dei viaggi in camper.
Di questo turismo “diverso” parliamo in questo numero di Corriere News adesso che il caldo è arrivato (diciamo la verità: un po’ troppo e un po’ troppo in fretta!), cercando di chiederci il perché di questa crescita e, magari, di dare qualche consiglio e qualche indirizzo utile ai lettori.
Dicevamo prima della necessità che ha fatto virtù, cioè della ricerca da parte dell’utenza (soprattutto famiglie a basso reddito) di una vacanza senza… dissanguamento, garante anche di un periodo di ferie rilassante ed originale.
In effetti le formule del “nuovo” turismo sono vincenti, in particolare per un territorio come il nostro che, non potendosi permettere grandi strutture ricettive, ed avendo una proposta diversificata su una vasta area, può investire piccole risorse in una micro rete organizzata sull’intero territorio.
Si spiega per questo il diffondersi in tutta la zona di strutture ricettive a conduzione familiare e a piccola concentrazione come bed&breakfast ed agriturismo, dove salute, buona tavola, aria pulita, sono assicurati, e da dove è poi facile raggiungere le tappe del soggiorno (mare, montagna, luoghi di cultura, ecc.).
Questa formula vincente, alla quale (leggere l’intervento del nuovo assessore regionale al turismo) andrà a collegarsi la proposta di eventi e spettacoli finalmente organizzata in rete, è l’appeal dell’immediato futuro. Su questa va investito per recuperare flussi e soggiorni per riscrivere finalmente all’attivo del conto economico del territorio la voce “turismo”.






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