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  Giovedì, 26 Maggio 2005

Non deve essere ossessione

- La bellezza vista dallo psicologo
Dott. Renato Vignati – Psicologo Psicoterapeuta



In tutte le culture la bellezza fisica è considerata come una sorta di dote speciale e la sua ricerca, quando diventa ossessiva, può assumere significati e valori negativi che si spingono ben oltre i motivi estetici.

Credo sia possibile essere d’accordo sul fatto che la bellezza non è da ritenersi un merito personale quanto piuttosto un dono della natura o della sorte, un bene che è arduo conservare inalterato nel tempo preservandolo dal suo inevitabile declino.
Eppure il mito dell’eterna bellezza è da sempre uno degli archetipi che ricorre nei sogni e nella fantasia degli esseri umani, accompagnando le preoccupazioni e le angosce di quanti non si rassegnano all’invecchiamento e al deterioramento.
Anche la ricerca esasperata della salute, del benessere e del piacere, si può ricollegare al perseguimento di un’immagine fisica perfetta, priva di ogni realtà temporale.
Le immagini veicolate dai mezzi di comunicazione propongono incessantemente figure di donne ideali, belle e senza alcun difetto fisico, con le forme giuste, combinando la bellezza estetica al successo sociale. La conseguenza è che si provoca il desiderio di poter assumere quelle forme estetiche, si induce alla corsa affannosa per realizzare quei modelli, a tutti i costi, costringendo a fare l’impossibile per raggiungere quell’apparire e adeguarsi ai canoni di bellezza imperanti.
Quando i motivi estetici diventano un assillo quotidiano, si diventa prede di una vera e propria febbre che non può estinguersi facilmente. Nella competizione, l’ansia da prestazione affiora inevitabilmente comportando disagi e infelicità. Per inseguire le caratteristiche fisiche ottimali, le soluzioni disponibili allora diventano le più disparate, dallo sport (bici, nuoto corsa) fino alla liposuzione, passando attraverso impegnative prescrizioni e cure cosmetologiche per mantenersi giovani che possono provocare più stress dei supposti benefici estetici.
Inoltre, la ricerca della bellezza estetica può portare a comportamenti sbagliati nei confronti dell'alimentazione, e perfino al rifiuto del cibo e al digiuno, come nel caso della bulimia e dell’anoressia, disturbi che coinvolgono sia la psiche che il corpo.
Da alcuni decenni, sui temi più eterogenei relativi alla bellezza sono stati condotti numerosi studi le cui conclusioni stabiliscono concordemente che il fattore estetico influenza il giudizio che si può attribuire ad una persona: le persone belle sono maggiormente favorite, un po’ in tutti i settori, e vengono giudicate migliori della media. Ad esempio, in campo lavorativo sono assunte al lavoro prima, ottengono un guadagno più alto e si assicurano opportuni vantaggi; in campo scolastico, i bambini belli hanno più amici, vengono aiutati di più dai compagni nelle prove in classe, ricoprono posizioni di leader nel gruppo, e gli insegnanti premiano i più belli con maggiore benevolenza attribuendo voti più alti e tollerando le loro mancanze.
Tuttavia, questo insieme di vantaggi non significa necessariamente che le persone belle vivono una condizione esistenziale privilegiata e che sono più felici o possiedono un livello di autostima più elevato della media. Tutto ciò rende tali persone...comuni mortali.
Quindi, perché tanti affanni e sofferenze per apparire più belli? Tanto rumore per nulla?
In fondo, essere quel che si è, naturalmente, accettandosi e volendosi bene, può rappresentare la soluzione semplice a numerosi e complessi problemi.






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