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  Martedì, 09 Settembre 2003

Riorganizzare, non tagliare

- Le strategie future della ASL 11

Aspettando la riforma regionale: se e quando verrà...

Giovanni Martinelli



Parlare male delle Asl? come sparare sulla Croce Rossa. Di solito è un bene quando di un problema si parla, male se ne parlano tutti.
Sanità allo sfascio, mala sanità, no ai tagli: sono titoli di scatola ormai da anni. E sulla sanità regionale è in atto uno scontro di posizione fra il disegno dell'assessore Melappioni di arrivare ad una Asl regionale, e che, invece, vorrebbe potenziate le Asl locali a maggior presidio del territorio.
In questo contesto Fermo e il suo territorio sono l'area più a rischio. Comunque vada, passi cioè la soluzione della Asl unica o quella delle Asl provinciali, nel suo futuro c'è la perdita di autonomia.
Serve, per questo, un confronto intelligente sul riordino della sanità sul territorio. Un servizio funzionale all'utenza e non ai campanili. Parlare, magari, meno di ospedali e più di organizzazione. Perché mentre abbiamo perso anni a farci la guerra delle pulci fra ospedali, gli altri ci hanno tagliato il futuro sulla nostra testa.
Senza pretese se non quella di dare un contributo al dibattito e all'informazione, Corriere News apre una finestra sulla sanità locale, sentendo i protagonisti di prima linea.

Lo sforzo maggiore? Potenziare i servizi sul territorio. Ne è convinto Maurizio Sebastiani, da quasi un anno ed ancora per pochi mesi Commissario straordinario della Asl 11 di Fermo.
Le idee le ha chiare. Bisogna incidere con decisione sulla prevenzione, sui servizi di riabilitazione, sul trattamento delle patologie croniche. Per questo serve una programmazione sul territorio, con una forte progettualità.
Anconetano ma con forti radici da noi ( qui mio padre, che veniva da Foligno per studiare al "Montani" vide per la prima volta il mare), specializzazione in igiene e medicina preventiva, corso di perfezionamento in diritto sanitario, due anni alla direzione sanitaria dell'Istituto nazionale tumori di Napoli ed ancora due anni alla direzione sanitaria del "Niguarda" a Milano, Sebastiani va oltre il problema e parla di riorganizzazione globale dei servizi.

Dinanzi a costi sempre maggiori e, di contro, alla necessità di realizzare forti economie, quale potrebbe essere il futuro?
Sicuramente potenziare i servizi in ambito familiare ed in strutture semiresidenziali. Non si deve sottovalutare l'importanza della cultura sanitaria, vista come prevenzione e come assistenza locale prima che esigenza finale: ricovero o degenza.

Ma questo progetto ha avuto delle tappe?
Abbiamo aperto l'Rsa e, l'8 marzo, il centro benessere donna per la prevenzione delle patologie femminili. Allo studio il progetto per un centro diurno di assistenza ai malati di alzheimer da attivare, si spera prima dell'estate, a Montegranaro, con 20 posti. Insieme alle Asl di San Benedetto ed Ascoli stiamo riorganizzando la gestione del servizio 118, nel cui contesto saremo fortemente presenti ed attivi.

C'è sempre il problema degli ospedali. Ogni località vorrebbe mantenere il suo...
Su questo delicato aspetto è tempo di fare chiarezza verso l'utente. Un servizio di qualità non si può garantire frammentandolo sul territorio. Dobbiamo garantire un servizio sanitario efficiente, qualificato, immediato? Allora va fatto in una struttura adeguata, con risorse adeguate. Come è pensabile avere in cinque località diverse i servizi sanitari, il personale medico e paramedico, le strutture, con i mezzi e le risorse a disposizione?

E le strutture che fine dovrebbero fare?
I quattro poli ospedalieri esistenti non vanno sicuramente annullati, ma valorizzati specializzandoli nel trattamento di patologie croniche o nelle lungodegenze. Siamo carenti nei servizi agli anziani, ad esempio, pur esistendo ben 9 case di riposo, 2 puibbliche e 7 private. L'assistenza agli anziani, nella consapevolezza di un ulteriore invecchiamento della popolazione, è un problema da affrontare proprio in quest'ottica.

Occorre condivisione degli obiettivi a largo raggio...
Da questo punto di vista ho ricevuto molte soddisfazioni. Ho cercato di motivare i collaboratori ed ho ottenuto risposte ottime in termini di disponibilità e di risultati. L'accordo con i medici di base, categoria che ho trovato disponibile al confronto ed alla collaborazione, sta già dando risultati.

Un quadro sin troppo confortante...
Beh, una cosa la debbo dire: esistono purtroppo persone che remano contro senza rendersi conto di creare danno alla Asl. Sono sicuramente poche, ma il ricorso alla delazione, alle lettere anonime, allo sparlare senza senso non contribuisce certo a creare un clima disteso e costruttivo.

Torniamo alla sanità. Ma si farà questa Asl unica?
E' un problema squisitamente politico che passa sopra alle nostre teste. Sono anche io in attesa di sapere come andrà a finire.Una cosa è certa: anche per la sanità si va verso la gestione delle vaste aree. L'importante è far sentire il proprio peso all'interno di ogni sistema. Per farlo bisogna essere organizzati ed aver percepito la necessità di razionalizzare. E badate: razionalizzare non significa diminuire i servizi, o peggio, farli scadere. Il Fermano è un territorio che presenta tutte le necessità e le urgenze di una vasta area. Bisogna stare attenti a non sprecare le risorse, lavorando per obiettivi e non per salvaguardare gli interessi di nicchia. Con i Sindaci, in particolare con quello di Fermo, con i quali ho da sempre ottimi rapporti, sono stato chiaro e ho chiesto di condividere la necessità di un riordino globale, avendo il coraggio di pensare oltre, verso gli anni a venire, non solo gestendo il presente.






maggio 2012
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