L’idea progettuale della Quadrilatero Marche-Umbria fu presentata in un convegno che si è tenuto nell’ottobre del 2001 ed è divenuto dopo appena trenta mesi un modello attuativo di sviluppo infrastrutturale ed economico. La proposta della società Quadrilatero Marche-Umbria Spa (51% Anas e 49% Sviluppo Italia) ha ottenuto tutte le approvazioni e anche il finanziamento da parte del CIPE per cui sono imminenti i primi appalti. La Quadrilatero Marche-Umbria comporta la realizzazione di un complesso di interventi, tra cui figurano il completamento e l’adeguamento a quattro corsie dell’asse Civitanova-Foligno (SS 77), per una lunghezza di circa 38 km; il completamento a quattro corsie dell’asse Perugia-Ancona (SS 76 e SS 318), per una lunghezza di circa 30 km; la realizzazione della Pedemontana delle Marche, a due corsie, con uno sviluppo di 35 km circa, nonché alcuni interventi di completamento tali da assicurare il raccordo con i Poli industriali esistenti e nuovi collegamenti alle aree interne dell’Umbria e delle Marche per una lunghezza di circa 49 chilometri. In termini tecnici, l’opera è estremamente consistente. Basti pensare ai 40 km di gallerie (dei quali circa 15 saranno realizzati con il sistema meccanizzato TBM), ai 91 km di rilevati e trincee, agli 11 km di viadotti, oltre a ben 43 svincoli. Si tratta di un’opera strategica per l’Italia centrale, non solo perché avvicinerà Marche e Umbria , ma anche perché renderà più veloci i collegamenti tra queste regioni e Roma e tra l’Adriatico e il Tirreno. Il collegamento con Foligno permetterà di agganciarsi con il nodo di Orte e da questo verso Civitavecchia e il corridoio tirrenico.






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