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  Mercoledì, 23 Febbraio 2005

Porto S. Giorgio, tra ferrovia e autostrada

- Soluzioni avveniristiche per la cittadina costiera?
Daniele Maiani



A Porto S. Giorgio i problemi collegati alla viabilità sono particolarmente sentiti, data la presenza tangibile, quando non addirittura invasiva, sia dell’autostrada che della ferrovia. Il problema relativo alla A14 è quanto mai di attualità, ci dice il vicesindaco, nonché assessore al turismo, Maria Diana Fioretti. Circa il problema dell’autostrada, la diatriba è arcinota: terza corsia o arretramento? Per la ferrovia il discorso diventa più difficile: certo, tutte le città costiere risultano divise, tra il mare e l’interno c’è l’onnipresente ferrovia, e la Fioretti ha più di un dubbio circa la possibilità di spostarla più nell’entroterra. Già è molto difficile mettersi d’accordo sull’arretramento dell’autostrada: parecchi paesi della Valdaso, ad esempio, non vogliono sentir parlare di autostrade che vadano a deturpare le loro colline. Se a questo andiamo ad aggiungere il discorso della ferrovia, tutto diventa più problematico. Una soluzione, facendo galoppare la fantasia e munendosi di sconfinata fiducia, potrebbe essere quella di far percorrere sottoterra i tratti in corrispondenza dei paesi della costa, come una metropolitana. Per Porto S. Giorgio sarebbe l’ideale, dice la Fioretti: si recupererebbe anche dello spazio vitale da utilizzare a scopi sociali e di aggregazione. Anche l’attraversamento per il mare non presenterebbe più alcun problema, a cominciare da ponti, sottopassaggi e cavalcavia, che oltretutto sono soggetti ad allagamenti. Il problema, oltre a quelli di fattibilità tecnica, è la natura del sottosuolo: basta scavare un po’ e si trova l’acqua. Comunque, non è un’idea campata per aria: già nel piano regolatore del sindaco Rossi, due amministrazioni fa, si prevedeva la stazione sotterranea. In linea di massima, agli occhi del vicesindaco sangiorgese appare valida la soluzione dell’arretramento sia dell’autostrada che della ferrovia: oggi si è usciti dall’ottica di avere tutto a portata di mano, e poi basterebbe collegare le stazioni e i caselli alle città, con delle bretelle. E sarebbe risolto anche il problema dell’inquinamento elettromagnetico causato dal gran numero di tralicci che insistono specialmente sulla parte nord della città. Ora spetta agli esperti valutare quale delle due soluzioni sarebbe più attuabile, d’altra parte oggi si fanno cose talmente avveniristiche, dice la Fioretti, che tutto è possibile.
Una cosa che è più a portata di mano per i sangiorgesi, invece, è la revisione della viabilità interna, con la creazione anche di piste ciclabili. A questo proposito c’è uno studio in atto che prevede piste che arrivino in collina e colleghino le città costiere: un servizio in più per il turismo. Poi c’è il discorso della rotonda all’altezza di Marina Palmense: dopo tanto parlare, lì si è già alla fase dell’assegnazione dei lavori, con un unico problema ancora da risolvere, quello dell’attraversamento pedonale e ciclabile. Contemporaneamente verranno risistemati o creati i marciapiedi, sistemata l’illuminazione, in modo da poter camminare o attraversare in modo agevole e sicuro.






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