E’ un fiume in piena Giordano Gironacci, presidente della sezione calzaturieri della UIF. Non c’è più da fare il punto della situazione, non si tratta più di parlare di delocalizzazione, di internazionalizzazione, di imprese in crisi o meno. Su ben altro bisogna essere chiari. Gli imprenditori, tutti, non solo quelli del calzaturiero, devono essere messi nella stesse condizioni di concorrere ad armi pari con gli altri. Altrimenti, se le condizioni sono a svantaggio di qualcuno e a favore solo di qualcun altro, ogni discorso perde senso. “Perché non ci si chiede mai il motivo – domanda Gironacci – per cui siamo riusciti a venire fuori da altri periodi altrettanto difficili mentre da questo si fa così tanta fatica?”. Già, perché? “Non ci sono regole. La situazione è difficilissima. I problemi non sono solo per i calzaturieri o per l’Italia. Il problema è dell’intera Europa. Se non mettiamo tutte le imprese nelle stesse condizioni, tutti gli imprenditori sullo stesso piano, con le stesse regole, non c’è nulla da fare. E questo deve essere chiaro. Deve passare questo messaggio una volta per tutte. Ci sono quelli che fanno quello che vogliono e quelli che sono incatenati dalle regole. Ben vengano le regole, ma per tutti. Deve esserci una vera e propria presa di coscienza. Insomma, è come una competizione: si sono mai viste due squadre gareggiare sullo stesso campo, nel corso della stessa partita, con regole diverse? No. Eppure è questo quanto sta accadendo nel mercato”. Non vince più dunque il migliore.
Questione Delocalizzazione. “Dico sì, purché non sia una costrizione”. Quali possono essere le conseguenze di questa situazione? “Se non si otterranno quelle regole di cui abbiamo bisogno per concorrere tutti alla stessa maniera, ci potranno solo che essere gravi conseguenze. Lo stesso distretto non ci sarà più. L’importante è adesso che le medio grandi aiutino quelle più piccole. Che ci si metta insieme, che ci si unisca”.






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