Il calo delle vendite, in queste prime settimane dall’entrata in vigore della nuova normativa antifumo, è stato stimato intorno al 23%. Evidentemente i fumatori, esiliati all’aperto a godersi la sigaretta al freddo e al gelo, preferiscono rinunciare alla bionda pur di non prendersi una bronchite. Ma si è fumato di meno non solo per via delle temperature. Chi infatti prima era abituato a fumare anche durante l’orario di lavoro, con la nuova legge è stata costretto ad abbondare questa consolidata abitudine. I primi che si stanno rendendo conto che qualcosa davvero sta cambiando e che effettivamente i pacchetti rimangono di più sugli scaffali, sono i tabaccai. “Le vendite sono diminuite – ci dice un tabaccaio di Fermo – non tantissimo ma la differenza si sente. I primi giorni non ce ne siamo accorti, anche perché, i fumatori, forse arrabbiati e per ripicca, di pacchetti ne hanno acquistati anche di più. Ma adesso la situazione è cambiata. Chi comprava il pacchetto da venti adesso lo prende da dieci. In effetti l’occasione per fumare, visto che non lo si può fare più da nessuna parte, l’hanno solo quelli che stanno in casa”.
Dal capoluogo alla costa la situazione è la stessa. Questione ancora di pacchetti. “C’è stata una leggere diminuzione – racconta un tabaccaio di Porto San Giorgio – chi ne prendeva due adesso ne prende uno, chi ne prendeva uno da venti adesso ne acquista uno da dieci”.
Ancora. “Se la gente prima sul posto di lavoro fumava adesso non lo può fare più – spiega una tabaccaia di Porto Sant’Elpidio – se prima usciva la sera, andava al bar, prendeva il caffè, faceva quattro chiacchiere e fumava anche, adesso non lo può fare più. In pratica, se non quando si sta a casa, c’è un divieto ovunque. E allora, quando si ha tempo per fumare? Raramente, nella maggior parte dei casi. Che significa questo? Che chi nel corso di una giornata fumava venti sigarette adesso ne fuma meno della metà. E questo vuol dire andare meno volte dal tabaccaio. E il calo tra poco non sarà più solo del 20%”.






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