Una fosca provocazione: a fine anno un decreto del Governo per bloccare tutto l'iter
Egregio Martinelli,
ho letto uno dei suoi ultimi "Punto di vista" in prima pagina e volevo soffemarmi brevemente sulla questione della provincia. Come lei scrive, c'è un "gran casino" nella "divisione dei pani e dei pesci" tra la nascente istituzione di Fermo e quella di Ascoli.
E' vero. La questione del campanilismo e della mera spartizione ha avuto il sopravvento, ma il punto è un altro.
L'orientamento del governo in carica e le motivazioni che stanno alla base della creazione di nuove province sono cambiate profondamente: la crisi globale, i tagli dell'esecutivo sull'istruzione e gli aiuti al sistema bancario ne sono un esempio.
La mia provocazione: credo che il 23 dicembre, tra l'acquisto di uno zampone e di una mutanda rossa, il governo inserisca poche righe in un decreto per bloccare tutto. Niente provincia di Fermo.
Di sicuro un prezioso regalo ai cugini ascolani, in modo particolare a quelle centinaia di lavoratori della Provincia che dovevano trasferirsi, obtorto collo, a Fermo. Il suo "punto di vista" terminava con una previsione: "Il boccone agli amici ascolani bisognerà strapparglielo per decreto". Io, invece, credo che il governo strapperà la provincia ai fermani.






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