Un sistema che esige un'analisi approfondita e un ampio confronto per giungere ad una vera riforma
Anche la Facoltà di Beni Culturali di Fermo ha aderito alla protesta dei tanti atenei statali italiani contro i provvedimenti adottati con la Legge 133/2008, che riguardano particolarmente il riordino universitario e della ricerca.
“Si chiede che il Parlamento e il Governo rivedano i loro orientamenti – si legge in un documento diffuso -, che il problema della formazione universitaria e della ricerca non venga trattato a colpi di decreti di maggioranza, ma con un serio confronto nel Paese, con il coinvolgimento degli esponenti della cultura e di tutti i soggetti interessati.”
“Ribadiamo il disagio - ci hanno detto docenti e studenti insieme -, la preoccupazione e la contrarietà rispetto alle scelte governative. Chiediamo al Parlamento e al Governo di abrogare gli artt. 16 e 66 della legge 133/2008. In pratica di riassegnare all’Università le risorse tagliate e di aumentare l’investimento pubblico per la formazione e per la ricerca, per l’innovazione e per il trattamento economico in ambito amministrativo e per i servizi agli studenti, avviando un confronto autentico con tutti gli attori interessati al destino della formazione e della ricerca pubbliche in Italia.”
“Tutto ciò - proseguono - vista la sciagurata possibilità di mutare a colpi di maggioranza istituzioni statali, colpendo la natura pubblica delle università italiana… considerato che viene colpito il sistema pubblico nel suo insieme; considerato che il sistema universitario e di ricerca esige un'analisi approfondita e un ampio confronto per giungere ad una vera riforma che non approfitti della gogna mediatica per operare tagli indiscriminati e privatizzazioni sottobanco; considerato che l’entità dei tagli applicati rischia di essere insopportabile per un settore già in grave sofferenza e sottofinanziato...”
Per affrontare i problemi dell'università in generale ma anche della realtà universitaria fermana in particolare, sono state organizzate diverse manifestazioni come assemblee pubbliche, alle quali hanno partecipato anche numerosi studenti e docenti dell’altra università fermana, quella di Ingegneria.
“Siamo davvero contenti – hanno precisato gli organizzatori – perché le realtà universitarie fermane si sono ritrovate insieme a discutere anche delle necessità del mondo universitario fermano.”
Ed è stato un susseguirsi di dibattiti serrati, partecipati e costruttivi durante i quali i ragazzi hanno espresso le loro perplessità e incertezze circa il loro futuro, che sentono molto difficoltoso e sempre più arduo da affrontare.






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