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  Venerdì, 14 Novembre 2008

Un primato che esige più attenzione

- Fermo e il Circolo Didattico più vasto e con più alunni della regione

1.246 gli studenti, 818 della Primaria e 428 della scuola dell’Infanzia

di Carmela Marani



Quella di Fermo è considerata la Cenerentola tra le province delle Marche. Eppure vanta numerosi primati, come quello di avere il Circolo Didattico più vasto e con più alunni della regione. E’ il 3°, diretto da Gelsomina Viscione.
Gli scolari sono 1.246 (818 della Primaria e 428 della scuola dell’Infanzia), distribuiti in ben 12 plessi su un vasto territorio. Il plesso più lontano dalla Direzione è a oltre 12 km. Le maestre sono 129 (85 e 44).
E non è solo la più grande ma anche quella in cui sono presenti le più varie tipologie di realtà: dalla scuola più antica e blasonata della città, la “Sapienza” nel cuore del centro storico, al plesso di Tre Archi-San Tommaso. Qui si riscontra un altro primato: sono infatti presenti oltre 16 etnie e il 70% dei bimbi della materna è extracomunitario (su 28, solo 6 italiani), mentre alle elementari raggiungono il 50%.
“Situazioni delicate - commenta la dirigente Viscione - che esigono più attenzione e dove occorre agire per integrare i bambini non solo nella lingua ma anche nel tessuto socio-culturale. E’ più impegnativo ma anche più entusiasmante raggiungere i risultati.”
Problemi per la lingua?
“Si, ma in collaborazione con il Comune abbiamo attivato delle classi di ‘facilitazione linguistica’. Non si tratta di classi separate – tiene a precisare –. Sono 8 ore che i bambini stranieri che ne hanno bisogno frequentano, per poi rientrare nelle loro classi per le altre materie.”
Come si riesce a gestire una struttura così grande e complessa?
“Mi piacciono le situazioni stimolanti” dice l’attivissima dirigente.
E di esperienze lei ne ha alle spalle. Dal 2000 al 2003 ha lasciato la scuola per l’Etiopia, volontaria del CVM, dove ha preso parte a progetti per i Bambini di strada. “Per capire, toccare con mano. Un’esperienza forte. I primi tempi, quando la parola non ti è di aiuto perché la lingua è incomprensibile, entrano in gioco altri modi di comunicare, più profondi, più intensi…e impari tante cose.”






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