Fare cultura. Una battaglia, quella di Giambattista Tofoni, nella quale persino il miglior Cervantes troverebbe difficoltà a modellare mulini a vento. Perché l’intenzione, quando è in ballo la sua esperienza di direttore artistico, non resta mai confinata in bocca. Si traduce, al contrario, in esperienze di interscambio musicale ed umano, con collaborazioni con tutta la scena europea.
“Perché noi ci sentiamo una parte dell'Europa”, ci racconta a pochi giorni dall’avvio dell’VIII edizione di Tam Multikulti, dal 2 al 12 luglio nella suggestiva Villa Barucchello di Porto Sant’Elpidio. Una rassegna caratterizzata da un allargamento a 360 gradi, con inserimenti in un contesto internazionale anche di artisti locali, condizione essenziale per fare, appunto, cultura.
“Cerchiamo di mettere in rete le conoscenze, i rapporti che abbiamo. Come la costruzione di un gemellaggio con la città di Voss, in Norvegia. In aprile una delegazione formata dal sindaco Andrenacci, l'Assessore Frenquellucci, il sottoscritto e il ristoratore Aurelio Damiani è stata invitata in Norvegia per allacciare questi rapporti. E quest’anno avremo nostri ospiti proprio diversi artisti norvegesi”.
Un discorso culturale che si amplia così anche all'industria, al turismo, etc. “La capacità di Tam è quella di unire queste sinergie per cercare di inserirle in un discorso di rete. Sono tanti gli attori che lavorano a questo progetto. La nostra rassegna sarà un punto di incontro anche per promoter stranieri e, quindi, una vetrina anche per gli artisti locali”.
Riprendendo la corrente strettamente musicale, i nomi in cartellone confermano il tratto distintivo descritto da Tofoni: da Joe Zawinul ai Cubanismo, una grande orchestra cubana di 18 elementi; da Nils Petter Molvær a Bïa, da Chris Potter con il suo progetto di avanguardia americana "Underground" fino ai ‘nostri’ Di Bonaventura – Laviano e Di Clemente – Zechini.
Molto interessante anche il progetto EJO (Europe Jazz Odyssey), un work shop aperto a tutti gli strumentisti per la costituzione di un orchestra e realizzato in collaborazione con la Scuola Popolare di Musica Tam, che toccherà il suo apice con l’esibizione dell’11 luglio.
Saranno dieci giornate anche all’insegna di degustazioni, processo iniziato già nella precedente edizione. “Riscontriamo un’atrofizzazione trasversale della sensibilità, che tocca anche il gusto. Stiamo tentando di coinvolgere una serie di cantine del territorio. La nostra crescita è fatta di piccole stratificazioni, e quella gustativa è altrettanto importante, così mortificata da questo gusto internazionale, così appiattito verso il basso”.
E in una dimensione così cosmopolita, anche una valutazione sul riscontro del territorio muove i suoi confini oltre i contenuti artistici. “Il pubblico reagisce bene, cresce, nonostante sia costantemente mortificato da scelte imbarazzanti”. Il nemico pubblico numero uno? “La televisione, mezzo potentissimo, ma che in mano ad acefali diventa volgare e devastante. Basta soffermarsi sul dibattito culturale della nostra regione oggi, tutto spostato sulle veline!”.
“Mancano l'abecedario, i rudimenti della politica culturale. E le colpe vanno distribuite in entrambe le direzioni”, precisa Tofoni. “E’ tutto un reality show, canta chi no sa cantare, balla chi non sa ballare, recita chi non sa recitare. Ci sono musicisti bravi che valgono ma che non hanno rapporti con il mercato. E non essendoci questa curiosità verso certi settori, non avendo l’appoggio mediatico, per noi diventa difficile operare. Ma la distinzione tra spettacolo collegato allo show business e cultura deve essere assolutamente netta”.
TAM MULTIKULTI
Per informazioni: tel. 338/4321643 - www.tamfactory.net






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