Amare il ciclismo a tutto tondo, in ogni sua fascinosa sfaccettatura, sempre e comunque. Cominciando sui pedali – quanta fatica, ma quante soddisfazioni – poi organizzare quello che all’inizio era il GP di una borgata cittadina ed innalzarlo sino ad essere una delle corse più ambite dai giovani ciclisti europei. Il tutto passando per chilometri di radiocronache, effettuate “dipingendo” salite ed attacchi dallo scomodo sellino di una motocicletta.
Dalle nostre parti, Gaetano Gazzoli è il ciclismo. Inteso nel più ampio significato, quello che include fatica, passione, cuore, determinazione, spirito di sacrificio ed abnegazione. “Sono a Perugia per la radiocronaca della Gran Fondo. Siamo attrezzati sai, cosa credi? – ci risponde dall’altro capo del telefono – Nelle Marche, in Umbria e nel centro Italia in genere coltiviamo questa passione per il ciclismo a livello giornalistico e ti debbo dire che è una bella esperienza”.
Gazzoli, il movimento ciclistico nelle Marche cresce di anno in anno. Noi pensiamo che un po’ sia merito suo.
“Forse, ma il meccanismo lo hanno innescato i successi sempre maggiori riscossi dal GP di Capodarco e la straordinaria iniziativa intrapresa da Vincenzo Santoni. Prima attraverso una squadra di dilettanti, poi di professionisti. Vi rendete conto? Dimostrò a tutti che se si voleva correre, non necessariamente ci si doveva recare al nord. Perché ora, la regione fulcro del ciclismo sono le Marche. In questa terra si disputano grandi appuntamenti: Capodarco, ma anche Montappone, Folignano…gare internazionali, che hanno visto fiorire campioni del calibro di Scarponi”.
Il Giro sta per arrivare a Porto Sant’Elpidio.
“Ricordo nel 1992 il maestoso sprint di Cipollini, sul lungomare. Ma anche quelli di Argentin a Fermo, dopo una lunga fuga iniziata sulla salita di Capodarco; Moser e Merkx a Monte San Pietrangeli…Giro e Tirreno – Adriatico da queste parti sono di casa. Ma quest’anno sarà un’ evento che per noi racchiude in se qualcosa di speciale, di veramente unico. Il Giro infatti, passerà per Capodarco! Un giusto riconoscimento verso un GP che cresce e che quest’anno, per contenere gli iscritti (alle corse internazionali non possono prendere parte più di 200 corridori), dovrà malvolentieri chiudere la porta in faccia a tanti. Oggi ad esempio, una squadra di Bergamo ed una francese mi hanno chiesto di metterle dentro. Vedremo cosa si può fare”.






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