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  Mercoledì, 05 Maggio 2004

Questa è la terra del pedale

- Parola di Giorgio Martino, professione giornalista sportivo
Uberto Frenquellucci



Porto Sant’Elpidio aspetta. L’arrivo dei “girini”, la prima partenza ufficiale. Fra qualche giorno la comitiva rosa inizierà a far crescere l’attesa e, statene certi, in quei giorni il punto di partenza sarà stipato di appassionati ed addetti ai lavori. Fra questi ultimi, un volto noto della tv, un colosso del giornalismo sportivo italiano, nonché attuale direttore di Roma Channel, come Giorgio Martino. Le cui origini ‘coniugali’ lo legano indissolubilmente al nostro territorio.
“Diciamo che sono marchigiano di…matrimonio – esordisce – poiché il padre della mia consorte è di Fermo. Certamente, per via della famiglia il mio legame con il territorio e la regione in genere è del tutto particolare e successivamente rafforzato e completato dal punto di vista professionale. Le due componenti infatti, si sono fuse quando, in primis per il ciclismo grazie alla Tirreno - Adriatico, ma anche per le realtà della pallavolo di Fano, Ancona, Jesi e Falconara, si aveva il piacere di tornare, per le giornate clou, da queste parti e magari solo di passare – per ovvi motivi – a Fermo, Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Monterubbiano”.
Le Marche sono sempre più la terra del pedale. Squadre a pioggia, entusiasmo alle stelle, praticanti, appuntamenti di rilievo. Che ne pensa di questo boom?
“Penso che una grande parte del merito spetti a Vincenzo Santoni. Perché dieci anni fa ha dato il via ad un progetto ambizioso, dimostrando che anche nelle Marche si poteva fare professionismo. Giro, Tour, Cipollini, talenti scoperti. Il resto l’ha fatto lo spirito di emulazione, che nello sport è componente primaria. Così si è registrata la crescita dei praticanti e delle realtà. Anche Gaetano Gazzoli ha i suoi meriti, ma il discorso è differente. Lui è un ottimo organizzatore ed i corridori vengono da fuori a completare un discorso iniziato dalle realtà locali”.
A proposito di Gazzoli. E’ innegabile che il GP di Capodarco sia diventato un appuntamento internazionale.
“Sicuramente. Perché è manifestazione nella quale l’aspetto tecnico, sempre fondamentale, si coniuga perfettamente con il messaggio da inviare dal punto di vista sociale e di solidarietà della Comunità. Un binomio perfetto, un insieme di fattori interni ed esterni allo sport che contribuiscono a creare una manifestazione di richiamo. Una gara collocata scientificamente in tutti i sensi. La grande partecipazione di pubblico ed addetti ai lavori testimonia che è selettiva, impegnativa e quindi spettacolare, mai piatta, ed offre uno spettacolo tecnicamente elevato. In più, essendo tale, per i talent scout costituisce appuntamento imperdibile : chi vince infatti, o chi ben figura, solitamente ha della stoffa. E collocarla al 16 di agosto è stata scelta azzeccatissima”.
Porto Sant’Elpidio capoluogo del ciclismo marchigiano.
“Il progetto Santoni ha ruotato su questa città, che da anni è punto di riferimento importantissimo per tutti gli appassionati del ciclismo. Gare, ma anche convegni, incontri, meeting per trovare le migliori soluzioni in grado di soddisfare le componenti sportive, organizzative e turistiche. Non è un caso che il Giro faccia doppia tappa lì”.
Il ruolo della comunicazione nello sport. Un buon servizio può aiutare il turismo locale?
“L’abbinamento sport – turismo è carta vincente di numerose iniziative. Quando avvedute amministrazioni comunali sanno cogliere il binomio il successo è garantito. Ecco: Santoni e Gazzoli in questo hanno avuto fortuna. Per quanto riguarda la comunicazione, negli anni ’60 e ’70 la Tv ha aiutato molto lo sport ed è stata fondamentale per il ciclismo. Oggi non è più così e finisce per aiutare le discipline che sono già forti di per se. In ogni caso una tappa del Giro D’Italia è sempre un evento ed il messaggio che dà è importantissimo”.






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